Home Cronaca "Patti&Affari", parola al riesame. Le contestazioni ai sindaci

“Patti&Affari”, parola al riesame. Le contestazioni ai sindaci

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Al via oggi al Tribunale di Messina la discussione dei ricorsi avanzati dai legali delle persone raggiunte da misura cautelare lo scorso 19 Agosto nell’ambito dell’operazione “Patti&Affari”, sulle assegnazioni sospette dei servizi socio assistenziali. Al tribunale del riesame si sono rivolti Michele Cappadona, Giuseppe Busacca e Giuseppe Pizzo, rappresentanti delle cooperative, ristretti ai domiciliari,  Salvatore Colonna, funzionario del comune di Patti, anch’egli ai domiciliari, l’imprenditore Tindaro Giuttari, raggiunto da divieto di dimora e i funzionari comunali  Luciana Panissidi, di Patti, e Carmelo Zeus, di Piraino, sospesi dalle funzioni. In sede di interrogatorio di garanzia, dei quattro agli arresti domiciliari si erano avvalsi della facoltà di non rispondere Salvatore Colonna , Giuseppe Pizzo e Michele Cappadona, mentre l’unico a parlare era stato Giuseppe Busacca, presidente della Cooperativa “Genesi”, che aveva fornito la propria versione dei fatti contestati. Alle domande del Gip, chiarendo la  propria posizione, avevano risposto anche Zeus e la Panissidi. Stavolta, però, a calamitare particolarmente l’attenzione sulle decisioni dei giudici del riesame saranno soprattutto i ricorsi proposti dall’accusa. Nei giorni scorsi, lo ricordiamo, la Procura di Patti ha formalizzato il ricorso contro la decisione del Gip di non applicare la misura cautelare nei confronti di tre degli esponenti politici coinvolti, il sindaco di Patti Mauro Aquino, il sindaco di Librizzi Renato Cilona e l’assessore pattese Nicola Molica. Anche nei loro confronti la procura aveva chiesto l’arresto. In particolare , secondo l’accusa, Aquino e Molica avrebbero fatto pressioni per modificare i criteri, tornando alla procedura negoziata, del bando per l’assistenza anziani del 2012, appalto vinto dalla Pegaso di Cappadona. A carco dei due ci sono quindi le segnalazioni alle cooperative per l’assunzione di personale. Al sindaco di Librizzi, Renato Cilona, viene inoltre contestato l’aver favorito la cooperativa di Cappadona, facendole ottenere un punteggio maggiore, reperendo un immobile per il centro anziani. Nella sua ordinanza, però, il Gip, Ines Rigoli, aveva escluso l’applicazione delle misure riscontrando, con riferimento ad Aquino e Molica, il carattere isolato dell’episodio per cui è stato configurato un quadro di sufficiente gravità indiziaria. Stesso discorso per Cilona, nei confronti del quale il Gip non ha ravvisato pericolo di recidiva vista l’unicità della fattispecie con sufficiente gravità indiziaria. La loro posizione, con il ricorso della Procura, che ha chiesto l’applicazione del divieto di dimora, sarà discussa al riesame il 28 Settembre.

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