Home Cronaca Operazione Riciclo, quei regali costosi al sindaco

Operazione Riciclo, quei regali costosi al sindaco

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Elargizioni dalla Tirrenoambiente passando attraverso la parrocchia, ma anche un alto tenore di vita che stride con il reddito dall’ordinanza dell’operazione “Riciclo” sulla posizione del sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, Salvatore Bucolo. Sul primo aspetto hanno inciso le dichiarazioni rese da Rodolfo Torre, factotum della parrocchia Santa Maria delle Grazie. L’uomo, con delega per il prelievo dal conto corrente dell’anziano sacerdote Andrea Catalano, acceso presso la filiale del Monte dei Paschi di Siena, é stato sentito dagli inquirenti dopo che in casa dello stesso sindaco e di Antonio Crisafulli sono state rinvenute ricevute di bonifici erogati da Tirrenoambiente in favore del parroco. Dal racconto di Rodolfo Torre, emerge che Bucolo “dopo essere stato eletto Sindaco del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, in più occasioni, si recava presso l’abitazione di Padre Catalano annessa alla Chiesa Santa Maria delle Grazie e gli faceva sottoscrivere dei fogli di carta: alcuni sembravano delle lettere, altri delle ricevute in quanto riportavano la scritta Tirrenoambiente s.p.a.”. Lo stesso sindaco ha poi informato Rodolfo Torre che la società Tirrenoambiente s.p.a. avrebbe effettuato dei bonifici e che lo stesso si sarebbe dovuto recare in banca per prelevare le somme in contanti per consegnargliele. In poche parole, secondo i verbali, il parroco era all’oscuro del fatto che le somme di denaro versate dalla Tirrenoambiente venissero poi prelevate e consegnate al sindaco, essendo a conoscenza semplicemente del fatto che le stesse “sarebbero servite per pagare le spese delle varie feste del paese”. Dall’ordinanza si evince anche l’atteggiamento prudente tenuto da Salvatore Bucolo che, prima di incontrare Torre, “suggeriva di spegnere il telefono e togliere la batteria”. Dopo l’operazione Gotha 5, il sindaco si presentava dal factotum della parrocchia, invitandolo, come riporta l’ordinanza, ad “andare a Furnari dai Carabinieri e confermare, così come si dice nel paese, che tu prelevavi dal conto corrente di Padre Catalano e davi i soldi a loro e loro li dividevano”, riferendosi agli arrestati del 16 aprile scorso. Invito rinnovato il giorno successivo. Quanto all’alto tenore di vita del primo cittadino, le Fiamme Gialle hanno focalizzato l’attenzione sull’acquisto di una Jaguar XF 2.2 e su orologi di valore. Secondo l’accusa, il denaro necessario per l’acquisto dei beni sarebbe proveniente dalla transazione tra le parti con cui il Comune di Mazzarrà ha accettato la riduzione della metà dell’equo indennizzo con un piano di rientro debitorio a tutto vantaggio della società. Le indagini hanno evidenziato come “solo otto giorni dopo la firma dell’atto di transazione datato 5 dicembre 2013 con il quale è stato quantificato l’ammontare delle somme già incassate per conto del Comune a titolo di quota “Opera di Mitigazione Ambientale”, tenendo conto della tariffa di conferimento di 6,72 euro anziché di 12,91 euro”, il sindaco Salvatore Bucolo ha acquistato un’autovettura Jaguar, modello XF 2.2, mediante un bonifico di 34.500 euro in favore della ‘Eli Motors s.r.l.’ di Roma la cui provvista sarebbe stata giustificata – a suo dire – da un regalo ricevuto dalla nonna, la quale sarebbe stata nella disponibilità di 35.000 euro in contanti”. La nonna dichiarò di avere consegnato brevi manu presso la sua abitazione al nipote “la somma di 35.000 euro in banconote da 50 e 100 euro per fare un regalo allo stesso”, specificando inoltre che “la somma proveniva da risparmi accumulati nel corso del tempo”. La donna ha poi aggiunto “preciso di non essermi recata direttamente presso l’ufficio postale di Mazzarrà Sant’Andrea, in quanto l’operazione è stata effettuata direttamente da mio nipote, Bucolo Salvatore”. Due impiegati dell’Ufficio Postale avrebbero invece confermato la presenza della donna alle poste con il nipote. Aspetto confermato dallo stesso Bucolo in dichiarazioni spontanee: “Mia nonna deteneva in casa la somma di denaro all’interno di un armadio. Ricordo che era poco più di 35 mila euro. Successivamente veniva da me accompagnata presso l’ufficio postale perchè era mia intenzione darle dimostrazione e soddisfazione che la sostituzione autovettura era una reale esigenza”. L’ordinanza ritiene che “la vicinanza temporale dei due eventi (sottoscrizione dell’atto a favore di Tirrenoambiente s,p.a.e acquisto autovettura), unita al fatto che la provenienza delle somme utilizzate per l’acquisto del citato bene non appare giustificata dalle dichiarazioni dei redditi presentate dal Bucolo e dai suoi familiari, costituisce grave indizio a supporto dell’ipotesi secondo la quale il sindaco abbia potuto percepire indebitamente somme da Tirreno Ambiente in cambio di un riconoscimento di un minor debito”. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti anche la somma di 10.000 euro contanti rinvenuta a seguito di perquisizione e “alcuni orologi di pregio”. Si tratta nello specifico di un “Rolex Daytona acquistato con bonifico bancario di 7.000 euro  e di un Vacheron Constantin acquistato tramite bonifico di 3.105 euro.

 

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