Operazione “Riciclo”, tutti i dettagli dell’inchiesta che ha portato a 4 arresti

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E’ l’ennesimo terremoto giudiziario che scuote il comune di Mazzarrà e la gestione della discarica di rifiuti. Un colpo che rischia di azzerare definitivamente l’amministrazione comunale e travolgere anche la società che gestisce l’impianto: la Tirreno Ambiente.
All’alba di oggi, infatti, la Guardia di Finanza di Messina ha notificato ordinanze di custodia cautelare nei confronti di Salvatore Bucolo, attuale Sindaco di Mazzarrà, Lorenzo Piccioni, 61anni di Soresina, originario di Soresina e senatore di Forza Italia tra il 2008 ed il 2013 ricoprendo anche il ruolo di membro della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Il suo coinvolgimento è relativo all’attuale ruolo di Presidente della TirrenoAmbiente. Ordinanze anche per Giuseppino Innocenti, 62 anni, e Giuseppe Antonioli, 54 anni, entrambi ex amministratori delegati. Innocenti e Bucalo sono finiti in carcere mentre Antonioli e Piccioni ai domiciliari. Per i quattro l’accusa è di peculato e corruzione.
L’inchiesta, denominata “Riciclo” è stata portata avanti dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Messina, su disposizione del Gip del Tribunale di Barcellone, Danilo Maffa  e si riferisce a dubbie transazioni di denaro tra amministrazione comunale e Società derivanti da un grosso debito che la TirrenoAmbiente aveva nei confronti del Comune per non aver pagato le indennità d’impatto ambientale che il sito di stoccaggio comportava per i residenti (il cosiddetto equo indennizzo). Somme per circa 2 milioni e 800mila euro di cui un milione e mezzo oggetto di un indebito accordo transattivo col comune.
La Finanza ha inoltre accertato che a partire dal 2007 e sino al 2014 la Tirreno ambiente avrebbe rideterminato la tariffa per opere di mitigazione ambientale di circa il 50% causando un danno patrimoniale al comune di Mazzarrà di circa 12 milioni e mezzo di euro.
Nel corso delle indagini sono stati denunciate a piede libero altre sei persone (tutti dipendenti pubblici ed ex amministratori) per abuso ed omissione di atti d’ufficio.
Contestualmente le fiamme gialle hanno sequestrato beni per 3 milioni e 483 mila euro nei confronti di Antonio Crisafulli, attuale amministratore delegato  della Tirreno Ambiente ed indagato per peculato e corruzione.