La verità (in ritardo) della minoranza

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“La responsabilità amministrativa dello stato di totale abbandono della casa albergo per anziani è dell’amministrazione Sindoni”. Lo affermano in un inconsueto comunicato congiunto Sarino Abate, Gaetano Gemellaro, Alessio Micale, Gaetano Sanfilippo, Daniela Trifilò, Giuseppe Trusso.  I Consiglieri, componenti di gruppi diversi, non hanno preso parte ai lavori del consiglio comunale che hanno determinato un nuovo prezzo di vendita per la struttura di contrada Catutè, oggetto adesso di un manifestazione di interesse da parte di una azienda leader nazionale nel campo dell’abbigliamento.  “L’assenza motivata e convinta dal Consiglio comunale, scrivono i sei consiglieri, è la più vigorosa, incisiva, realistica e determinata manifestazione di dissenso contro un modo di operare autoritario e “proclamistico”. In questi anni, si legge nel comunicato, “l’assenza di ogni idea seria per completarla, la totale omissione di controllo e di vigilanza, la mancanza di coraggio nello scegliere la soluzione migliore per preservarla, preferendola come obiettivo primario e simbolo del rispetto per le persone anziane ad altri interventi fantasiosi, inutili o opinabili (si veda, di recente, il mutuo di un milione di euro, per il campo sportivo “Merendino”) sono imputabili solamente alla amministrazione Sindoni”. “Aspettiamo il bando pubblico -scrivono ancora Abate, Gemellaro, Micale, Sanfilippo, Trifilò e Trusso – fiduciosi che possano veramente arrivare i 200 posti di lavoro, ma abbiamo nel contempo l’umiltà di comprendere che la vendita dei beni immobili fatta fino ad oggi dall’ amministrazione Sindoni (ex collocamento del Lungomare, Caserma della Polizia municipale, Acquedotto e Casa Albergo), ad oggi non perfezionata in alcun caso, rischia di produrre soltanto danni alle casse comunali, depauperandone il patrimonio. Una presa di distanza da questo comportamento istituzionalmente scorretto , tutela unicamente il supremo interesse dei Cittadini, verso i quali riteniamo di avere il massimo rispetto personale ed istituzionale, consapevoli del fatto che mai potremmo sottrarci al loro giudizio. Siamo comunque pronti e disponibili al confronto, non soltanto su questo argomento, ma su tutte le azioni di un’amministrazione che sta portando al collasso Capo d’Orlando”.
Sulle assenze “motivate” ci sarebbe da discutere, ma rimane il fatto che tutte queste dichiarazioni scritte in un documento potevano  essere legittimamente rese in Consiglio Comunale mettendo seriamente in difficoltà una maggioranza che ha mostrato evidenti divisioni e, addirittura, si potevano anche provocare le annunciate dimissioni del Sindaco. Numeri alla mano, se i consiglieri di minoranza si fossero presentati, sarebbero stati in sette contro sei. E forse la storia sarebbe cambiata.