Capo d’Orlando, Sindoni incassa il via libera a cessione della casa-albergo

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L’amministrazione comunale incassa, nonostante la rottura al suo interno compensata dalle massicce assenze dell’opposizione, il via libera a riformulare il prezzo di cessione della casa-albergo di contrada Catutè. Il consiglio comunale (con sei voti a favore, uno contrario ed una astensione) ha in pratica abbassato da 4.800.000 euro (prezzo inserito nel piano delle alienazioni) a 960.000 euro per riuscire a cedere l’immobile in un nuovo tentativo di vendita. Ma questa volta l’acquirente c’è già. Si tratta della Herno spa (azienda leader dell’abbigliamento) che intende investire 3.400.000 euro per riprendere un immobile fatiscente e trasformarlo in uno stabilimento nel quale troveranno posto 200 nuovi assunti.
“Dopo 34 anni di fermo dei lavori- ha subito esordito il sindaco Sindoni- c’è una opportunità irripetibile che darebbe lavoro a 200 famiglie orlandine o del comprensorio. Non accetterò sofismi e strumentalizzazioni. Se il consiglio non approva, io rassegnerò le dimissioni”.
Ma, come emerso ieri sera, con la mancanza del numero legale, in maggioranza si sono subito evidenziate le divisioni con i consiglieri Annalisa Germanà e Pablo Magistro. La prima, a nome anche di Magistro, ha letto un documento d’accusa contro amministrazione ed ufficio tecnico contestando il nuovo prezzo di vendita. “Solo cinque mesi fa- ha detto la Germanà- ci avete fatto votare la valutazione di quasi cinque milioni come bene alienabile mentre stasera arriva una cifra così bassa”.
I tecnici hanno spiegato che la nuova valutazione è molto rigorosa ed adeguata ai gravi episodi di vandalismo cui è stata sottoposta la struttura. Inoltre è stato sottolineato che se, come sostenuto dalla Germanà, il prezzo fosse davvero sottostimato, vi sarebbero certamente altre offerte di altri investitori che potrebbero comprare.
La Germanà ha però presentato formale richiesta di rinvio del punto che è stata bocciata dalla maggioranza. A quel punto l’ex assessore ha abbandonato l’aula. Stranamente, invece, è rimasto tra i banchi Magistro che, sebbene si sia detto d’accordo su gran parte della proposta dell’amministrazione, ha contestato la mancanza della bozza di bando ed ha lasciato l’aula per il voto sul punto. Così il punto è passato con sei voti di maggioranza, l’astensione di Edda Triscari ed il voto contrario di Carmelo Galipò.