Home Cronaca "Patti&Affari", il "livello politico"

“Patti&Affari”, il “livello politico”

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Prenderanno il via domani gli interrogatori di garanzia delle sette persone raggiunte da provvedimento cautelare nell’ambito dell’inchiesta “Patti&Affari” che ha portato alla luce il sistema di condizionamento degli appalti per l’affidamento dei servizi sociali nel comune di Patti e nel distretto sanitario D30. C’è attesa, dunque, per sapere se gl’indagati parleranno di fronte al Gip e cosa eventualmente avranno da dire, ma tutto lascia presagire che si avvarranno della facoltà di non rispondere. Intanto, dalle carte emerge sempre di più l’articolazione dell’inchiesta sui diversi livelli. Se il cartello delle “cooperative” rappresenta il cardine del sistema per l’affidamento dei servizi socio assistenziali, quello politico, con il coinvolgimento degli amministratori, è certamente il “livello parallelo”, una stampella senza cui il sistema non avrebbe potuto trovare compimento. Tra le righe dell’ordinanza cautelare si delineano i profili di coinvolgimento, non uguale per tutti, della sfera politica. In più occasioni il Gip fa riferimento ad un “modus operandi”consolidato”a Patti fino al 2011 con  l’amministrazione Venuto. Figura chiave, l’assessore ai servizi sociali Francesco, Cisco, Gullo. Il suo legame con Pizzo e Cappadona sarebbe testimoniato dalle pressioni dello stesso Gullo sugl’imprenditori per ottenere il supporto nella campagna elettorale per le amministrative 2011. Un rapporto così stretto che porta Pizzo e Cappadona a sostenere Gullo attraverso due propri candidati al consiglio comunale, Domenico Pontillo e Luca Papa Giardina. Per la Procura, dai colloqui intercettati emerge come il sostegno di Cappadona e Pizzo costituisse una sorta di “remunerazione” per i favori ricevuti quando Gullo era assessore ai servizi sociali. Significativo, quindi, come in vari passaggi dell’ordinanza emerga una vera e propria “rottura” del sistema dopo l’insediamento della giunta Aquino, che modifica il sistema di affidamento, passando dalla procedura negoziata alla procedura aperta. L’apertura alle imprese esterne al distretto, con l’entrata in gioco della “Genesi” di Busacca, risulta particolarmente indigesta agli imprenditori che fino ad allora avevano agito senza concorrenza. Qualcosa, però, succede, secondo gl’inquirenti in occasione del bando per l’assistenza anziani del 2012. Aquino e l’assessore Nicola Molica avrebbero modificato i criteri, tornando alla procedura negoziata, ufficialmente per ragioni di celerità delle procedure. Quell’appalto fu vinto dalla Pegaso di Cappadona. A carco di Aquino, ci sono quindi le segnalazioni alle cooperative per l’assunzione di personale. Segnalazioni contestate anche agli ex sindaci di Gioiosa Marea, Ignazio Spanò e di Raccuja, Cono Salpietro Damiano. Entrambi avrebbero, inoltre, aggirato l’ostacolo della mancanza del titolo “Osa” per alcuni assunti con la richiesta di conferma degli operatori per ragioni di continuità didattica. Al sindaco di Librizzi, Renato Cilona, viene inoltre contestato l’aver favorito la cooperativa di Cappadona, facendole ottenere un punteggio maggiore, reperendo un immobile per il centro anziani.

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