La strage del Rifugio del Falco, otto anni fa

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Sono già passati otto anni da quel drammatico 22 Agosto 2007. Quel pomeriggio all’agriturismo Rifugio del falco di Patti si festeggiava il compleanno di Matteo Cucinotta. Doveva essere un giorno di festa ed invece si è trasformato in dramma con la morte di sei persone, oltre allo stesso Matteo Cucinotta, sindacalista della Cgil, al fratello Costantino, alla moglie Lucia Natoli, direttrice dell’Ufficio Servizi Sociali presso il Tribunale dei Minori di Messina, a Tina Scaffidi e Giuseppe Buonpensiero, impiegati della struttura recettiva, ed a Barberina Maffolini, tutti rimasti intrappolati tra le fiamme di uno dei tanti e tremendi incendi che avvolsero la Sicilia in quell’estate di fuoco, paura e distruzione. Un rogo che velocemente e inesorabilmente si arrampicò sulle colline pattesi sino ad avvolgere l’agriturismo, sospinto dalle repentine folate di vento caldissimo che in poco tempo generarono il disastro. Polemiche sui ritardi negli interventi di soccorso ed accuse sulla gestione della macchina d’emergenza, su dove e come si sarebbe potuto intervenire per scongiurare quelle sei morti, non sono mai state risparmiate sin dal giorno della tragedia ad oggi. Lo scorso 24 marzo, il Tribunale di Patti ha condannato a 5 anni e sei mesi per incendio doloso Mariano La Mancusa, pastore di Montalbano, e assolto  tre dipendenti della Forestale, perchè il fatto non sussiste. Stralciata la posizione di Santi Anzà, titolare dell’Agriturismo, accusato di omicidio colposo plurimo, lesioni aggravate e inosservanza delle disposizioni di legge in materia di prevenzione, sicurezza e salute sul posto di lavoro. Il processo contro Anzà prosegue e il 6 ottobre vi saranno le discussioni finali, mentre il perito nominato dal Tribunale ha già definito l’incendio di otto anni fa “anomalo, eccezionale ed imprevedibile”, di fatto alleggerendo la posizione del titolare. In attesa della verità, oggi è il giorno del ricordo.