A Tripi sfrecciano i “carretti”

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Una tradizione che ha le sue origini almeno due generazioni fa, quando si sfrecciava su queste tavole trasformate in bolidi, attraverso l’innesto di parti meccaniche come freni d’occasione e cuscinetti a sfera per ruote. Il mezzo, l’essenziale, può costituire la categoria “classica” o “prototipo“, quest’ultima per le vetture prive di quei canoni estetici e meccanici richiesti dal regolamento, tutt’altro che “amatoriale”.  A provarlo sono le foto, così come le robuste protezioni fissate durante il tragitto dove, in taluni punti, questi proto go-kart vintage raggiungono velocità superiori ai 40 km/h.
La gara si è svolta in due tappe, ciascuna con due manche rispettive per segnare il miglior intertempo. La prima tappa presentava meno “pendenza” per così dire, ma era molto più lunga sul tracciato paesano, la seconda più breve ma decisamente più pericolosa. Ed è proprio la pericolosità il fattore mutante di questo Grand Prix: strettoie, strade dissestate, tornanti improvvisi, grate e tombini. Per fortuna non ci sono stati feriti, anche per via del casco obbligatorio, segno che le prove speciali disputate prima della gara hanno funzionato, soprattutto per i piloti, quasi tutti esperti e di tutte le età – prevalentemente tutti tripensi – che hanno dato un liet motiv d’orgoglio a questa manifestazione unica nel suo genere, giunta alla sua seconda edizione, quest’anno in memoria dello scomparso Enzo Pino, organizzatore della passata edizione. La sua carrozzina apriva la gara come Safety car con tanto di sirena gialla di segnalazione.
Tra i vincitori, per la categoria Prototipi, dove a sfidarsi erano 6 contendenti, il vincitore è stato Francesco Presti (totale tempo 03:57,3), secondo Antonino Aveni (04:10,4), terzo Alessio Di Luca Cardillo (04:45,1). Nella prestigiosa categoria classiche, tra i 10 concorrenti, il vincitore è stato Rosario Maiorana con un tempo totale da record (03:37,8), secondo classificato Nicola Puliafito (03:45,2) e terzo Carmelo Presti (03:48,0). Infine il premio Top carrozza, una sorta di classifica meccanici, che è andato a Franco Aiello.