Morte sospetta a Patti, otropedici assolti

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Solo una condanna nel procedimento giudiziario avviato dalla Procura di patti per la morte di un pensionato di Rometta deceduto nel giugno 2007 nella sua abitazione dopo essere stato sottoposto a due interventi chirurgici all’Ospedale Barone Romeo di Patti per la frattura del femore destro. Il Tribunale, presieduto da Ines Rigoli, ha condannato a otto mesi di reclusione e al risarcimento del danno per il reato di falso ideologico il dirigente medico del reparto di Geriatria e Lungodegenza Pippo Spatola Assolti dei reati di falso ed omissione in concorso l’allora primario di Ortopedia Sabatino Carianni e i dirigenti medici Pietro Strino e Aurelio Anzalone. L’inchiesta prese le mosse dopo la denuncia dei familiari del pensionato che, dopo essere stato ricoverato dal 5 all’11 marzo 2007 all’ospedale di Sant’Agata Militello, era stato trasferito al Barone di Romeo di Patti dove era stato sottoposto ad un primo intervento chirurgico il 16 marzo. Nonostante l’operazione, però, la frattura non si ricomponeva e durante la sua permanenza in Lungodegenza fino al 30 marzo veniva evidenziata la necessità di un nuovo intervento che però non poteva essere eseguito per mancanza di posti letto nel reparto di  Ortopedia. Solo il 4 maggio il pensionato veniva sottoposto ad una nuova operazione per la rimozione dei mezzi di sintesi. Il paziente veniva dimesso un mese più tardi con l’indicazione di una terapia da svolgere a casa. Ma nove giorni dopo, il 13 giugno, il pensionato cessava di vivere. Nel procedimento giudiziario hanno trovato riscontro le accuse mosse al dirigente del reparto di Lungodegenza Pippo Spatola che avrebbe omesso di indicare nella cartella clinica lo stato di infezione riscontrato durante la permanenza del paziente nel suo reparto. Dal processo, come detto, escono assolti l’ex primario di Ortopedia Carianni e i medici Strino e Anzalone: la mancanza di disponibilità di posti letto che ha di fatto rinviato lo svolgimento del secondo intervento chirurgico è stata confermata dalla documentazione prodotta. Sul punto, è stato sconfessato anche il direttore sanitario del Barone Romeo Eugenio Ceratti che aveva reso dichiarazioni contrastanti con la documentazione ufficiale prodotta dai medici.