“Il depuratore funziona alla perfezione! E se Brolo avesse pagato…”

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“Il depuratore consortile Eco 3 di Gliaca di Piraino funziona perfettamente ed è costantemente monitorato, custodito e gestito con professionalità ed attenzione dal Direttore Tecnico e dalle maestranze della ditta Idromeccanica di Ansaldo & C. Sas, sotto la sorveglianza del Custode Giudiziario”. E’ la risposta del Presidente del Consorzio ECO 3, nonché sindaco di Piraino, Gina Maniaci, del custode giudiziario dell’impianto  Giacinto Garofalo e del Direttore Tecnico del Consorzio ECO 3, Carmelo Ceraolo all’interrogazione presentata da Nino Germanà, deputato regionale del nuovo centrodestra, in cui chiede lumi sulle “chiazze di colore torbido e sulla schiuma maleodorante che sono presenti alle zone limitrofe al punto di sbocco della condotta sottomarina dell’impianto”.
Dal momento del sequestro, oltre 2 anni fa, il depuratore, ribadisce Gina Maniaci, “ha funzionato regolarmente con l’effettuazione degli interventi utili e necessari a accettare, rispetto alle quantità di sopportabilità progettuali, anche la maggiore portata di reflui provenienti al Comune di Brolo”. “Il contenuto della notizia – secondo Maniaci – appare comunque intempestivo e potrebbe avere ingenerato immotivatamente dubbi e conseguenti ricadute e refluenze negative sull’intera economia del settore turistico”. Nella lettera di replica a Germanà, si sottolinea che “se il Comune di Brolo avesse ottemperato agli obblighi statutari con il versamento delle quote dovute al Consorzio ECO 3, che in atto ammontano a circa 820mila euro oltre interessi e spese, si sarebbe potuto gestire, con meno difficoltà ed a costi inferiori, il regolare funzionamento dell’impianto, pur tuttavia sempre e costantemente garantito con i fondi versati dagli altri due Comuni consorziati, Piraino e Sant’Angelo di Brolo”. “Spetta comunque alle autorità competenti in materia e a quelle comunali, territorialmente competenti – conclude la lettera – effettuare accertamenti per escludere o confermare eventuali irregolarità o sversamenti abusivi la cui genesi è, di certo, estranea al funzionamento dell’impianto di depurazione ECO 3”. “A maggior chiarezza e a tutela degli operatori gestionali dell’impianto appare necessario, utile ed opportuno, stante la rilevanza anche penale di un eventuale inquinamento, e onde dissipare ogni sorta di dubbio ed immotivato allarmismo, informare le autorità competenti, ivi compresa quella giudiziaria”.