Cosimo Crisafulli conferma di aver sparato al figlio Roberto

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Ha ribadito al Gip Danilo Maffa di essere stato lui ad uccidere suo figlio Roberto in quella tragica notte del 16 maggio scorso. Il 64enne Cosimo Crisafulli è stato interrogato nel carcere di Messina Gazzi. L’uomo si era addossato ogni responsabilità già poche ore dopo il fatto di sangue verificatosi nell’abitazione familiare di Via Statale Oreto e per il quale era stato inizialmente indagato l’altro figlio, Alessandro, scarcerato sabato scorso su richiesta del sostituto procuratore Fabio Sozio dopo che il suo legale, l’avvocato Tommaso Calderone, era riuscito a provare la sua estraneità. Durante l’interrogatorio di garanzia, Cosimo Crisafulli ha tracciato un flashback di quanto accaduto in quei drammatici momenti. Il figlio Roberto sarebbe tornato a casa in stato di ebbrezza ed avrebbe inveito contro i suoi familiari. Il padre avrebbe così imbracciato il fucile, detenuto legalmente e custodito in un armadio della camera da letto. Sua intenzione era quella di spaventare il figlio che, di contro, avrebbe continuato nel suo atteggiamento ostile verso il genitore. Secondo il racconto dell’uomo, il colpo fatale sarebbe partito accidentalmente mentre Roberto Crisafulli si trovava nel pianerottolo. L’indagato rimane in carcere, ma il suo legale ha già depositato ricorso al tribunale del Riesame, affermando che non sussistono più le esigenze cautelari.