Camelot, attesa per la decisione del Gup

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E’ giunta a conclusione a Patti l’udienza preliminare del processo “Camelot” che vede alla sbarra venti imputati per la gestione di progetti ed appalti per opere pubbliche a Sant’Agata Militello. E’ toccato alle difese dell’ingegnere Giuseppe Contiguglia e del senatore Bruno Mancuso, chiudere la tornata di discussioni. Gli avvocati Massimiliano Fabio, difensore di Contiguglia, e Pippo Mancuso, che difende l’ex sindaco e Senatore insieme all’avvocato Grazia Volo, di fronte al Gup Ines Rigoli hanno ribattuto colpo su colpo alle affermazioni che la pubblica accusa aveva esternato per corroborare il teorema accusatorio.Le difese hanno puntato molto sul disconoscimento del reato associativo. Un’associazione a delinquere teorizzata dalla Procura sin dal giorno del blitz, il 15 Febbraio del 2014, e respinta invece con forza dalle difese secondo le quali, tra i personaggi coinvolti nell’inchiesta non vi era alcuno scopo collettivo precostituito, bensì ad accomunarli era l’unico ed ovvio legame derivante dall’appartenenza lavorativa allo stesso ufficio tecnico. Negli ottanta minuti circa di ciascun intervento, gli avvocati Fabio e Mancuso hanno respinto quindi punto per punto le contestazioni a carico dei loro assistiti, chiedendone il proscioglimento. Massimiliano Fabio ha ridisegnato i passaggi del lavoro svolto dall’ingegnere Pippo Contiguglia, capo dell’ufficio tecnico comunale e dirigente del settore strategia e sviluppo. Proprio in Contiguglia la Procura aveva individuato il regista delle gestioni contestate delle progettazioni in essere all’ufficio tecnico santagatese. Anche l’avvocato Pippo Mancuso, per conto del fratello Senatore ed ex sindaco Bruno Mancuso, ha respinto al mittente ogni addebito, sottolineando come dalle intercettazioni protratte per oltre un anno non siano mai emersi profili di vantaggi personali,o economici, né benefici di alcuna natura per Mancuso. Oggi spazio alle eventuali repliche delle parti poi l’attesa sarà tutto per la pronuncia del Gup che dovrà esprimersi sulle richieste di rinvio a giudizio.