“Botte ad un fermato”, tre poliziotti a processo

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“Ci sarebbe stata violenza, ripetuta ed ingiustificata da parte di alcuni poliziotti del commissariato di Patti nei confronti di un giovane fermato poco prima a Patti Marina”. Manganellate, schiaffi e pugni che hanno costretto il ragazzo a ricorrere alle cure ospedaliere riportando ferite guaribili in ben 38 giorni.
Per questo motivo il Gup del Tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, ha disposto ieri il rinvio a giudizio per tre poliziotti del commissariato pattese per i reati di lesioni personali, falsità in atti e falsa testimonianza. In sostanza due agenti, Tindaro Bonsignore e Aurelio Schepisi sono accusati delle violenze sul giovane arrestato, Antonio Salmeri, mentre l’agente Massimo Mollica è accusato di aver messo a verbale un falso resoconto di ciò che era accaduto, parlando di episodi di autolesionismo del ragazzo per scagionare i colleghi.
La vicenda risale alla notte di capodanno del 2013, quando sul lungomare di Patti Marina venne fermato Antonio Salmeri (all’epoca 19enne) di San Giorgio di Gioiosa Marea che stava discutendo animatamente con altri coetanei. I poliziotti intervennero e lo arrestarono per resistenza a pubblico ufficiale (fatti per i quali il ragazzo è ancora sotto processo).
Secondo la ricostruzione dell’accusa, però, gli agenti Schepisi e Bonsignore, che quella notte erano di volante, avrebbero colpito con calci e pugni Salmeri già al momento dell’arresto, poi alcune manganellate gli sarebbero state inferte nel piazzale dell’ospedale quando l’arrestato ha chiesto di poter contattare i familiari. Quindi ulteriori percosse le avrebbe ricevute in camera di sicurezza. Nei verbali, però, quelle ferite furono attribuite allo stesso Salmeri. Venne infatti riportato che il ragazzo se le era procurate da solo con testate all’auto di servizio ed ai muri della camera di sicurezza.
Il processo verrà celebrato il 25 Gennaio 2016 davanti al giudice monocratico del Tribunale di Patti. Nel processo si sono costituiti parti civili i familiari del giovane con gli avvocati, Vincenzo Amato e Sergio Petralia.