San Giorgio di Gioiosa Marea, i cittadini contestano la barriera di massi sulla spiaggia

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Chiedono l’immediato ripristino dei luoghi denunciando il rischio di compromettere il già delicato equilibrio del litorale ed i soldi già spesi per fronteggiare le precedenti emergenze. Tornano quindi alla carica i componenti del comitato cittadino di San Giorgio di Gioiosa Marea premesso che già dai primi di giugno reclamano l’intervento dell’amministrazione comunale per bloccare i lavori eseguiti da un privato  in contrada Magaro.
Il comitato ha già inviato 5 lettere ai vari enti, tra cui anche al Comune di Gioiosa Marea denunciando difformità rispetto a quanto previsto nei progetti.
In particolare si segnala che l’impresa ha posizionato una barriera rigida fatta di massi invece della piantumazione di “essenze arboree e la recinzione con pali in legno, nonché la riprofilatura dell’arenile con apporto di inerti di cava”.
“Per inerti di cava- chiarisce il comitato- si intende la ghiaia o il piccolo pietrisco, che è cosa ben differente dalla barriera realizzata”.
Ma l’attenzione, il comitato, la rivolge soprattutto alle conseguenze che un simile intervento può avere in una zona già al centro di imponenti fenomeni di erosione che in passato hanno portato ad investimenti di ripascimento per quasi 4 milioni di euro.
A sostegno della loro tesi portano adesso anche un importante parere dell’ingegner Giorgio Sirito, dell’omonimo studio di Savona a cui si deve oltretutto la filosofia che ha ispirato decine di interventi contro l’erosione marina in tutta la provincia, tra cui anche quello di San Giorgio del 2002.
“La stabilità di una spiaggia naturale o artificiale che sia- sostiene il professionista ligure- è data da opere di imbrigliamento ma anche dal fatto che non vi siano alle spalle opere fisse riflettenti. Condizione che scompare alla luce di questi nuovi lavori, creando squilibri che possono essere irreversibili”.
“Il mio parere- conclude quindi Sirito- è che le istituzioni competenti debbano attivarsi per la rimozione e l’allontanamento della nuova opera fissa che non ha alcun nesso col progetto autorizzato e che sembra sorgere su un’area di spiaggia ormai demaniale (visto che l’erosione ha reso i vecchi confini tra privati e Demanio ormai obsoleti)”.
La palla, quindi, ora passa al sindaco che avrebbe chiesto qualche giorno fa una relazione all’ufficio tecnico ma che ancora non ha preso provvedimenti. Sulla vicenda il gruppo consiliare di “Uniti per Gioiosa” ha presentato oggi una interrogazione.