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Tortorici, comune verso il default

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E’ una tegola che rischia di far saltare il tavolo, quella piovuta sul comune di Tortorici e sul sindaco Carmelo Rizzo Nervo. La Corte dei Conti, Sezione di controllo, ha infatti bocciato  il piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune avendo valutato lo stesso non congruo ai fini del risanamento finanziario dell’Ente.
Un colpo che molto probabilmente apre le porte del dissesto visto che il comune è da tempo in condizioni molto difficili per quanto riguardo la situazione finanziaria. Già nel 2010 la Corte dei Conti aveva riscontrato una serie di gravi irregolarità contabili e gestionali, invitando il Comune a porvi rimedio. Si andava dai ritardi nell’approvazione del rendiconto 2010, al mancato rispetto del patto di stabilità interno per il 2010, al persistente disavanzo della gestione di competenza. Ma erano emersi anche consistenti debiti fuori bilancio riconosciuti e da riconoscere e “l’irregolare utilizzo dei capitoli afferenti ai servizi conto terzi”.Emergenze che non erano state risolte l’anno successivo quando invece vennero alla luce debiti fuori bilancio.
A quel punto, davanti ad una situazione complicata ed all’accumularsi di ritardi il consiglio comunale deliberò il 30 ottobre del 2012 la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Un Piano essenzialmente incentrato sulla previsione di un programma decennale di maggiori entrate, determinate dall’aumento dei tributi e delle tariffe di pertinenza comunale, e destinato a finanziare debiti fuori bilancio rilevati per l’ammontare di oltre 3 milioni.
In pratica, una sorta di dissesto nei fatti, con l’unica differenza che non ci sarebbero state conseguenze di incandidabilità  per consiglieri ed amministratori
“In ordine alla necessità di pervenire ad un quadro chiaro ed aggiornato della situazione dell’Ente- scrive adesso la Corte dei Conti- si rappresenta, tra l’altro, che il bilancio di previsione 2014 è stato approvato il 30 settembre di quell’anno con il parere contrario dell’organo di revisione e  quello di regolarità tecnica e contabile da parte del responsabile dei servizi finanziari”.
Le previsioni di spesa comunicate dai responsabili dei settori venivano ridotte, con ripercussioni negative sulla funzionalità dei servizi. A questo si aggiungono le incertezze anche per quanto riguarda molte altre entrate in quanto “ le difficoltà del Comune nel riscuotere le entrate proprie, derivanti dai tributi comunali e da correspettivi per l’erogazione dei servizi, sono già evidenti dai conti consuntivi del triennio 2009/2011. Le maggiori e nuove entrate previste dal piano non sono supportate né da una dettagliata descrizione delle caratteristiche del servizio, né da alcun supporto che possa giustificare l’attendibilità delle previsioni”
“Il ripiano della massa debitoria, costituito da debiti fuori bilancio per euro 3.040.000 (sulla cui quantificazione sussiste  discordanza), è previsto in nove esercizi a partire dal 2013  fino al 2021 ma mancano-secondo l’organo di controllo- le informazioni minime riguardo gli incassi dei tributi locali, gli aumenti di alcuni servizi predisposti e gli eventuali programmi contro l’evasione”: La corte dei Conti segnala anche che a fronte dei richiesti tagli di personale con diminuzione della spesa in questo comparto, il comune lo scorso anno ha proceduto (contro il parere dei sindacati) a lla stabilizzazione di 20 unità di personale ASU/LSU. Alla luce di questo e di numerose altre contestazioni si boccia quindi il piano trasmettendo tutto il carteggio all’assessorato regionale. Anche la Regione, quindi, potrebbe entrare direttamente in campo dichiarando il default.

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