Grotta S.Teodoro, tra studi internazionali ed indifferenza locale

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I resti presenti nella Grotta di S.Teodoro di Acquedolci continuano a calamitare l’attenzione del mondo scientifico. Un team di studiosi guidati da Adrian Lister docente di Paleontologia al British Museum of Natural Hystory di Londra e specialista di elefanti e cervidi fossili ha chiesto, infatti, di poter studiare i resti di cervi e di elefanti provenienti dagli scavi condotti nei depositi di Acquedolci,  ormai definitivamente riconosciuti come luoghi di riferimento per lo studio delle faune insulari e dei processi di migrazione di popolazioni mammifere.  I resti fossili provenienti dagli scavi dei siti di Acquedolci sono rappresentati da migliaia di reperti oggi depositati nei laboratori del Museo della Fauna istituito presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Messina. Dopo le numerose campagne di scavo che hanno messo in luce la stratigrafia dei depositi e la presenza di specie di mammiferi differenti nel tempo, le attività di scavo all’interno della grotta di S. Teodoro sono state sospese per una serie di motivi da riferirsi essenzialmente alla mancanza di risorse finanziarie e umane. Dopo l’asportazione dei depositi più sabbiosi, la presenza di grossi blocchi rocciosi interposti ai depositi richiede infatti tecniche delicate per la rimozione allo scopo di evitare pericoli di crolli. Il recente sviluppo di moderne tecniche di scavo richiede inoltre la disponibilità di costosi strumenti e di competenze per la loro gestione. Le trincee di scavo del deposito a ippopotami, parte del quale è stato lasciato in posto, e le trincee di scavo all’interno della grotta sono meta di frequenti visite di scolaresche e sono attualmente illustrate dai custodi che, nel tempo, hanno seguito con interesse le visite guidate acquisendo le conoscenze per dare delle indicazioni ai visitatori. In mancanza di nuove e costose attività di scavo, la comunità scientifica chiede che a muoversi siano le istituzioni locali che potrebbero offrire le risorse per una adeguata presentazione dei siti utilizzando le competenze dei responsabili degli scavi che attualmente stanno collaborando intensamente con i responsabili del Museo della Fauna del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Messina.