Piraino, una fatalità avrebbe provocato la morte di Vincenzo Liotta

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Una fatalità, una bottiglia di benzina probabilmente esplosa in mani mentre tentava di accendere un fuoco nei pressi di casa. Sarebbe questa la causa della morte di Vincenzo Liotta, il 22enne di Palermo ritrovato carbonizzato nei pressi dell’abitazione utilizzata dai familiari per le vacanze estive in contrada San Costantino a Piraino.
L’ufficialità potrebbe darla l’autopsia disposta dal Tribunale di ma ormai i Carabinieri della compagna pattese hanno raccolto numerosi elementi che fanno propendere l’incidente, dopo che per ore si era pensato ad un suicidio.
Vincenzo, secondo la ricostruzione meticolosamente messa in piedi dagli inquirenti, mercoledì mattina 5 si è allontanato da casa a Palermo e, dopo essere salito a bordo della sua Toyota Rav, ha imboccato l’autostrada ed è uscito allo svincolo di Brolo. Il suo obiettivo era quello di andare a vedere come stavano procedendo i lavori di ristrutturazione di una piccola abitazione acquistata dalla sua famiglia in contrada San Costantino. Con ogni probabilità sempre a Brolo ha acquistato, tramite self service, cinque euro di benzina che avrebbe distribuito in 4 bottigliette.
Forse voleva bruciare qualcosa nello spiazzo davanti casa quando a causa di una sigaretta che stava fumando, quando ha provato a versare la benzina, la bottiglia gli sarebbe esplosa in mano.
Alcuni vicini hanno raccontato di aver notato del fumo nero arrivare dalla casa ma di non aver dato peso alla cosa, pensando si trattasse di qualche agricoltore impegnato a dar fuoco a sterpaglie.