Gruppo Bonina, presentato il piano di salvataggio

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Quattordici supermercati in provincia di Messina ed uno a Fiumefreddo. E’ il punto di ripartenza del Gruppo Bonina, importante società che ha gestito una larga fetta di supermercati in Sicilia e Calabria. Erano 43 i punti vendita prima che la crisi mettesse in difficoltà l’azienda costringendola ad una grossa cura dimagrante. Delle quattro piattaforme logistiche, invece, ne resterà una: quella di Barcellona i cui servizi saranno affidati all’esterno.
I dati emergono dal piano di salvataggio depositato alla cancelleria del Tribunale di Barcellona dei legali del gruppo Aurelio Chillemi, Fabrizio Guerrera e Gaetano Franchina. Secondo quanto anticipa oggi la Gazzetta del Sud i legali hanno predisposto con i vertici aziendali il piano di rientro finanziario per garantire nel tempo tutti i creditori principali che sono lavoratori, fornitori e banche. Il piano prevede il risanamento finanziario della maggiore delle società del Gruppo, la “Csrs Spa-Centro supermercati Regione Sicilia” che ha riconfermato l’affiliazione commerciale al Gruppo Sigma.
Duecentocinquanta i posti di lavoro ai quali il concordato spianerà la strada alla chiusura di ogni pendenza (ridimensionata rispetto alle attese).
Il piano prevede la cessione a terzi dei punti vendita ubicati in Calabria e nel resto della Sicilia –ad eccezione di Fiumefreddo – e punta essenzialmente al mantenimento e al potenziamento dei restanti 14 punti vendita del Messinese.
Resteranno in servizio – dopo gli accordi raggiunti con i sindacati –250 unità lavorative. Altre unità invece sono transitate in altre gestioni che hanno rilevato supermercati di piccole dimensioni. Altri ancora invece sono finiti in mobilità. Anche ai creditori è stato chiesto un sacrificio che prevede un taglio percentuale sui crediti vantati di cui ancora non si conosce l’entità. Adesso il piano di “concordato preventivo” depositato ieri passerà al vaglio dei tre commissari giudiziali nominati dal Tribunale che dovranno esprimere un parere. Poi lo stesso Tribunale provvederà a convocare i creditori che dovranno esprimere un voto sulla proposta e subito dopo i giudici decideranno se ammettere o meno la società all’accordo.