Accusò dipendente di lassismo, archiviata indagine per mobbing su sindaco di Capo d’Orlando

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Nessun atto di mobbing, nessun abuso. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Patti, Ugo Domenico Molina ha archiviato l’inchiesta aperta nel 2013 contro il sindaco di Capo d’Orlando, Enzo Sindoni su denuncia presentata dalla dipendente Santina Settineri. Quest’ultima si era rivolta alla magistratura dopo essere stata rimproverata dal primo cittadino che le aveva contestato di non svolgere il suo lavoro. Per questo il primo cittadino aveva minacciato la dipendente di licenziamento.
Sindoni è stato difeso in udienza dell’avvocato Carmelo Occhiuto ed anche il pubblico ministero Maria Milia si era pronunciata per l’archiviazione del procedimento che aveva fatto discutere due anni fa, quando la notizia venne riportata dai giornali. “Se la vicenda avrà un seguito giudiziario – affermava Sindoni dopo che il nostro tg anticipò l’inchiesta – rappresenterò in quell’ambito le mie ragioni. Voglio però cogliere l’occasione per assicurare i cittadini che mi hanno dato, tra le altre, la responsabilità di fare funzionare e produrre al meglio la struttura comunale, che non ho mai tollerato né mai tollererò atteggiamenti di lassismo da parte di chi ha la fortuna di essere dipendente del Comune di Capo d’Orlando e di avere la certezza di non perdere il lavoro e di ricevere ogni mese lo stipendio”. 
Adesso il gip Molina, nel suo provvedimento spiega che già le denunce presentate dalla querelante non esprimono i contenuti ed i caratteri propri dell’atto di querela, mentre nel procedimento non sussistono ulteriori elementi per procedere d’ufficio.
“Nella situazione in esame- scrive il giudice- i rapporti tra il sindaco e la denunciante non sono certamente qualificabili come lavoro subordinato e non ricorre un nesso di supremazia-soggezione assimilabile a persecuzioni”
Come rilevato inoltre dallo stesso Pm non vi era neppure l’ipotesi di abuso di ufficio invocato dalla Settineri. Quindi, procedimento chiuso per il sindaco.