Lo Schiavo, domani l’interrogatorio di garanzia

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massimo lo schiavo

L’arresto ha fatto scalpore non solo negli ambienti locali ma ha trovato risalto persino nelle cronache nazionali. A suscitare clamore, più che l’arresto in se stesso di un sindaco, i contorni della vicenda che hanno portato la Procura della Repubblica di Barcellona a formulare la richiesta di arresti domiciliari per peculato nei confronti di Massimo Lo Schiavo. Il sindaco di Santa Marina Salina, stando a quanto dichiarato dal suo avvocato, Giovanni Villari, è sereno, fiducioso nel lavoro della magistratura e certo di poter chiarire tutto di fronte al Gip, Danilo Maffa, già domani, nell’interrogatorio di garanzia. Come detto, però, sono proprio i dettagli della vicenda che lo vede coinvolto ad aver fatto rumore. Un sindaco finito in manette per il peculato di 37 mila euro, i risparmi di due anziane sorelle senza parenti e accudite in una casa di riposo. All’indomani dell’arresto emergono ulteriori dettagli e si fanno ipotesi sul perché e come Lo Schiavo, custode di quei soldi dopo l’apposizione dei sigilli alla casa delle due donne, abbia utilizzato il denaro. Gli inquirenti hanno fatto riferimento ad una presunta “grave situazione economico finanziaria” del primo cittadino e ad ipoteche che gravano sulla sua stessa casa. Sarebbero stati proprio l’atteggiamento equivoco e le risposte evasive fornite al tutore delle due sorelle decedute, lo scorso 20 marzo, a tradire Lo Schiavo che avrebbe parlato di indisponibilità momentanea a consegnare i soldi, ridimensionato la cifra a circa 25 mila euro, mentre nel verbale del 2013 della Polizia Municipale si parlava di poco meno di 37 mila euro. Per il Gip, dunque, Lo Schiavo, nella qualità di sindaco, potrebbe reiterare il reato e inquinare le prove, trovandosi a capo degli uffici coinvolti o procurarsi diversamente il denaro da restituire, ecco perché la necessità di disporre i domiciliari