Baratta tradito… dal suo compleanno

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Un compleanno indigesto, una festa che lo ha tradito. E’ finita così dopo otto mesi, la latitanza di Giuseppe Saverio Baratta, 41enne pregiudicato, condannato in via definitiva in seguito all’operazione antimafia Icaro – Romanza. Baratta, che deve scontare un residuo pena di 4 anni e 8 giorni di reclusione per associazione mafiosa, era irreperibile dallo scorso 2 Luglio. L’uomo, originario di Termini Imerese ma residente a Brolo, è stato catturato dai Carabinieri a Milazzo, sul lungomare di Vaccarella. I  militari della compagnia di Patti da tempo tenevano sotto controllo i familiari dell’uomo, e proprio in seguito ai loro movimenti sospetti, nel giorno del compleanno del latitante, sono riusciti ad imboccare la pista giusta per giungere all’arresto. Dopo una giornata di pedinamenti, i Carabinieri  del Nucleo Operativo e Radiomobile sono giunti ad un’abitazione in una via interna in zona Vaccarella di Milazzo dove si erano dati appuntamento i parenti più stretti di Baratta. Dopo aver circondato l’abitazione, i militari hanno fatto irruzione, bloccando l’estremo tentativo di fuga del latitante che, vistosi scoperto, aveva provato a scappare sui tetti delle abitazioni adiacenti, nascondendosi quindi in un rudere abbandonato. Scovato in mezzo ai cespugli, a Baratta non è rimasto altro da fare che consegnarsi ai Carabinieri. Giuseppe Saverio Baratta è considerato esponente di spicco del clan dei Tortoriciani dei Bontempo Scavo. Di lui aveva parlato al processo il collaboratore di giustizia Santo Lenzo. A metà degli anni 90, nell’ambito della criminalità organizzata brolese, Baratta aveva assunto il ruolo di capo di un gruppo locale di giovani dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti,  reati contro il patrimonio e attività estorsive, sotto l’ala protettrice dello stesso Lenzo e con il placet dei fratelli Mignacca. Proprio per la consapevolezze del ruolo di spicco che Giuseppe Saverio Baratta aveva assunto nell’ambito della locale criminalità organizzata, gli inquirenti sono sempre stati convinti che fosse rimasto nascosto in zona contando sull’appoggio dei propri familiari, che, inconsapevolmente, li hanno portati sulle sue tracce nel giorno del compleanno. Dopo le formalità di rito, Baratta è stato condotto presso il carcere di Gazzi.