Capo d’Orlando, l’attesa infinita dei precari

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Da un lato il Comune che attende il pagamento di due milioni e 700mila euro dalla regione per il 2014 (un milione e 800mila  solo per la quota personale), dall’altro i dipendenti a tempo determinato che aspettano il loro stipendio da 5 mesi. In mezzo le “bacchettate” della Corte dei Conti che mette nel mirino quei centri che ricorrono ad anticipazioni di cassa e che, in qualche caso, pare sollecitare tagli sul personale.
E’ il circolo vizioso di una crisi finanziaria che si ripercuote soprattutto sui più deboli: in questo caso i lavoratori comunali precari, senza contratto a tempo indeterminato.
A sollecitare un incontro urgente al sindaco di Capo d’Orlando, Enzo Sindoni, è il responsabile della Cgil Nino Pizzino che con una lettera inviata anche alla Regione evidenzia come giunti a metà marzo, i lavoratori attendano ancora le mensilità a partire da novembre. Quattro mesi più la tredicesima che ovviamente mettono in gravissima difficoltà i 130 dipendenti.
“Naturalmente- scrive Pizzino- siamo consapevoli che questi ritardi dipendono dall’inefficienza e dall’inaffidabilità della Regione che a tutt’oggi non ha ancora erogato quei fondi previsti per la copertura degli stipendi ai precari. Questo cronico ritardo, da ormai due anni, è diventato intollerabile”.
“Siamo in una situazione assurda- spiega il sindaco- abbiamo anticipato tre mensilità per conto della Regione e pagato la nostra quota per riuscire a saldare sino ad ottobre, ma adesso siamo al punto di partenza. L’assessorato aveva già firmato il decreto per il pagamento di un milione e 400.000 euro ma quei soldi non sono ancora arrivati e, da quanto sappiamo, ne arriveranno i due terzi di quanto accordato.”
Il tutto mentre la Corte dei Conti chiede spiegazioni proprio sul ricorso alle anticipazioni di cassa che poi comportano pagamento di interessi alle banche.