Omicidio Biviano, indagato il cognato di Cannistrà

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Il nome è venuto fuori. Secondo la Procura di Barcellona il complice di Roberto Cannistrà nell’omicidio di Eufemia Biviano, sgozzata a Lipari la sera della vigilia di Natale del 2011, è il cognato, Giovanni Favaloro. 49anni, operaio edile, sul suo conto gli inquirenti hanno continuato a indagare nonostante per quell’efferato delitto, una rapina finita male la sera del 24 Dicembre nella casa della 62enne di Quattropani, ci fosse già un colpevole, per l’appunto Cannistrà, condannato in primo grado a trent’anni ed in attesa della sentenza del processo d’appello. Secondo la procura Favaloro sarebbe addirittura l’esecutore materiale dell’omicidio. La vittima, lo ricordiamo, rientrata in casa dopo aver fatto la spesa al supermercato, si trovò di fronte ai ladri, fino ad oggi considerato il solo Cannistrà, che stavano rovistando nei cassetti. Una sentenza di morte per la donna che fu raggiunta al collo da diversi fendenti di coltello e quindi rinchiusa nel garage dove il suo corpo venne ritrovato diverse ore dopo dai parenti che l’attendevano per la cena della notte di Natale. Roberto Cannistrà fu inchiodato dagli inquirenti per le tracce di sangue ritrovate sulla scena del crimine ed a lui condussero quindi i gioielli rubati in casa della vittima, piazzati presso un compro ora di Messina. Elementi inconfutabili per la condanna in primo grado a trent’anni di carcere e per la riproposizione della tesi dell’accusa nel processo d’appello, che dovrebbe conoscere proprio oggi la sentenza. Non sono stati ancora resi noti, invece, gli elementi concreti raccolti dagli inquirenti ed i dettagli che hanno portato a spiccare l’informazione di garanzia a carico di Giovanni Favaloro. L’uomo, per il momento solo indagato a piede libero, è stato sentito dai Carabinieri alla presenza degli avvocati Frontino ed Orto, che difendono anche il cognato. Nel corso del processo a Cannistrà, Favaloro aveva persino testimoniato come teste della pubblica accusa. Di fronte ai Carabinieri della compagnia di Milazzo, il presunto complice assassino si è avvalso della facoltà di non rispondere.