D’Amico ed i voti a sostegno di Beninati

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nino beninati

Il primo era stato quello dell’ex senatore Domenico Nania. Stavolta, il nome eccellente chiamato in causa dal boss pentito Carmelo D’Amico è quello dell’ex assessore regionale Nino Beninati. Tornato a deporre in video conferenza dopo l’udienza del 27 Gennaio, per rispondere alle domande dei legali delle parti civili e della difesa nel processo scaturito dall’operazione antimafia “Gotha3”, l’ex killer della mafia barcellonese ha dunque rilasciato nuove clamorose dichiarazioni. Il nome di Beninati, esponente di rilievo del Pdl del decennio scorso, D’Amico lo tira in ballo parlando dei rapporti con l’ex vice presidente del consiglio comunale di Barcellona, Maurizio Marchetta, di cui lo stesso collaboratore di giustizia aveva già riferito in precedenti verbali. “In occasione di una competizione elettorale regionale – ha detto D’Amico nella sua deposizione – Marchetta ha chiesto l’appoggio della famiglia mafiosa barcellonese, citando il boss Giovanni Rao, e chiedendo espressamente che i voti fossero dirottati verso Nino Beninati”. Poi D’Amico ha ribadito la vicinanza tra Marchetta e Rosario Pio Cattafi col boss Sam Di Salvo, ed i rapporti tra lo stesso Cattafi e Nania, inquadrando una sorta di direttorio politico a favore del clan. Su Beninati, il killer barcellonese ha quindi riferito di un presunto interesse per le autorizzazioni per la sopraelevazione del Hotel di lusso di Portorosa. Il pentito barcellonese ha quindi proseguito la sua deposizione riconoscendosi come mandante degli omicidi di Nunizato Mazzù, freddato ad Oliveri nel Dicemrbe del 2005, e di Emanuele Minolfi, assassinato nel Febbraio del 1996 a Barcellona. Rispondendo alle domande degli avocati, D’Amico ha poi parlato della Corda Fratres, nota associazione culturale, animata dall’ex procuratore Franco Cassata e diretta di recente da altri docenti universitari, tra cui il sindaco Barcellonese Maria Teresa Collica. “”Conosco la Corda Fratres – ha detto il collaboratore di giustizia –  era sopra la bottega di Pippo Gullotti ed era una loggia massonica pulita”. Carmelo D’Amico comparirà di nuovo in video conferenza il prossimo 29 marzo quando si completerà il quadro degli interrogatori dei legali.