Compravendita bambino, quel viaggio a Timisoara

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Sono andati avanti sino al tardo pomeriggio di ieri, nel carcere di Gazzi, gli interrogatori delle prime 4 delle otto persone coinvolte nell’inchiesta sulla compravendita del minore giunto dalla Romania con la madre ed il fratello di 19 anni insieme a Vito Calianno e Franco Galati Rando.
Un viaggio iniziato dalla Romania, da Timisoara, per la precisione. Lì, il 23 gennaio si sarebbe recato proprio Galati Rando per incontrarsi con Calianno, pregiudicato pugliese residente in Romania, per cercare una coppia disponibile a cedere il figlio. Mentre i due romeni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, i due italiani hanno respinto le accuse, offrendo una propria spiegazione dei fatti in contrasto con quanto ricostruito dalla DDA di Messina. In pratica i due hanno sostenuto di aver solo fatto da tramite tra la famiglia romena e quella di Castell’Umberto che li aveva ingaggiati per un trasferimento regolare in Sicilia di tutto il nucleo familiare.
A commissionare questo “servizio” retribuendolo con 30.000 euro Lorella e Calogero, lei di 48 anni e lui di 57 anni, benestanti grazie ad anni di lavoro in Svizzera.
La coppia, di Sfaranda, una contrada di Castell’Umberto, sulle colline alle spalle di Capo d’Orlando, da anni viveva soprattutto in terra elvetica. Lì gestiva alcuni locali. Inoltre è proprietaria di diversi appartamenti. Due persone “normali e perbene” li descrivono tutti in paese. Avevano già una figlia di 19 anni con problemi autismo ma soprattutto l’enorme desiderio di far crescere la famiglia. Per questo (ed è il sospetto dei Carabinieri che hanno ricostruito l’indagine) hanno pianificato tutto a partire dal 2008. In quella data, infatti, la coppia denunciò in Municipio, la nascita di un figlio, partorito in casa. Di quel bambino non vi è alcuna traccia, neppure alcuni parenti lo avrebbero mai visto e gli inquirenti sono convinti che non sia mai nato. Poi i due coniugi si spostarono in Svizzera. A distanza di sette anni, quindi, era giunto il momento di “chiudere il cerchio” acquistando un ragazzino dell’età giusta. Secondo la ricostruzione dei militari (che tenevano sotto controllo il telefono dei Galati Rando per altri motivi) la coppia si rivolse a Vincenzo Nibali che a sua volta contattò Aldo Galati Rando, pregiudicato di Tortorici. Il 17 gennaio, Nibali si recò in casa di quest’ultimo per consegnargli i 30.000 euro della coppia per trovare il bambino giusto. Il cugino Franco, amico personale di Calianno, si è dunque recato in Romania ed in un hotel di Timisoara si è chiusa la trattativa. Poi il volo fino a Firenze ed il traghettamento per Castell’Umberto interrotto dagli uomini della DDA a Messina.
Oggi, a Patti, sono attesi gli altri interrogatori che potranno aggiungere ulteriori elementi  per gli investigatori.