Genovese e quei 10 milioni a Montecarlo

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I dieci milioni della discordia. Gira attorno a quel clamoroso tesoretto, scoperto nei conti depositati nel Principato di Monaco, la nuova vicenda giudiziaria che vede protagonista il deputato del Partito Democratico Francantonio Genovese, già in carcere poiché al centro della maxi inchiesta sulla gestione dei fondi destinati ai corsi di formazione regionale. “Genovese chiarirà la provenienza dei soldi arrivati a Monaco, già segnalati dall’Agenzia dell’entrate per cui si sta già definendo ogni cosa”. Questa la dichiarazione rilasciata alle agenzie di stampa dal legale dell’ex sindaco di Messina, l’avvocato Nino Favazzo. Intanto, però, le Procure di Messina e di Milano ipotizzano per il deputato anche l’accusa di riciclaggio internazionale. L’inchiesta, esplosa dopo la rivelazione della cosiddetta “Lista Falciani”, con gli oltre 7000 conti sospetti di soggetti italiani depositati in Svizzera, s’intreccia dunque con le vicende di Genovese e della galassia che ruota attorno alle aziende di famiglia. 16 milioni di euro depositati alla Credit Suisse ma che dal 2005, anno in cui si inserisci la segnalazione dell’Agenzia delle Entrate, potrebbero essere stati spostati. Ecco dunque comparire i sospetti, secondo la Procura, 10 milioni di euro, giunti nel Principato di Monaco, attraverso una società panamense riconducibile proprio a Genovese e sua moglie. I magistrati di Messina hanno quindi avviato una rogatoria internazionale per capire l’esatta provenienza di quei soldi e se Genovese li abbia spostati per evadere il fisco. Al vaglio degli investigatori ci sarebbero quindi anche investimenti immobiliari e vari movimenti sui conti. Lunedì intanto, al Tribunale del Riesame, l’avvocato Favazzo depositerà le proprie controdeduzioni.