Siaf, due condanne in appello

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Una modifica sostanziale della sentenza di primo grado emessa nel 2010 dal Tribunale di Patti. Questo il commento a caldo della sentenza emessa ieri sera dalla corte d’appello di Messina sulla vicenda ventennale della bancarotta fraudolente riguardante la Siaf. Il collegio presieduto da Maria Eugenia Grimaldi è andato oltre la richieste del procuratore generale, Ada Vitanza. Condanna a 4 anni di reclusione per Antonio e Pietro Mollica, che, in primo grado, erano stati condannati entrambi a 5 anni e 6 mesi insieme al fratello Domenico, assolto da ogni accusa in secondo grado. Conferma della condanna a tre anni per Maria Casamento. Con le condanne resta il risarcimento danni alla curatela fallimentare, costituitasi parte civile con l’avvocato, Francesco Cucinotta. Di seguito prescrizione per Salvatore Calabrese e Lucia Ignazitto con revoca di quanto era stato deciso a livello civile in primo grado, quando era stata disposta la condanna, a tre anni e due anni, con pena sospesa. Infine assolto perchè il fatto non sussiste Tindaro Luscari, condannato in primo grado a tre anni. Da questi primi elementi si evince che la riforma della sentenza è stata di rilievo. Ora accusa e difesa attendono la pubblicazione delle motivazioni, per decidere se e come procedere con il ricorso in Cassazione. Dal processo che si celebrerà davanti alla Suprema Corte e che chiuderà questa interminabile e complessa vicenda giudiziaria, potrebbero arrivare altri ed importanti responsi, anche per le pene accessorie e i condoni. Il collegio della difesa è stato composto dagli avvocati, Giovanni Orlando, Alberto Gullino, Franco Bertolone, Vincenzo Siniscalchi, Maurizio Radici, Giacomo Portale e Alvaro Riolo.