Forestali bloccati dalla burocrazia

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Seicento lavoratori forestali cosiddetti 151nisti potrebbero immediatamente iniziare a lavorare ma un inghippo burocratico li ferma: manca il dirigente provinciale, sarebbe andato in pensione e senza il responsabile non si può  avviare l’attività. Un clamoroso paradosso che manda su tutte le furie lavoratori e sindacati. In un comunicato congiunto CGIL, CISL e UIL puntano il dito contro il dirigente regionale dell’Azienda Forestale. “Non può affermare – spiegano Cipriano, Mastroeni e Orlando – che le provincie con i Progetti finanziati dai Fondi Pac possono partire e non provvedere, invece, all’avvicendamento alla direzione provinciale di Messina, anche eventualmente ricorrendo a una reggenza per tamponare l’emergenza e avviare i lavoratori. Con i fondi già stanziati e disponibili – continuano i sindacati – e nel periodo dell’anno più importante, quello in cui si devono realizzare tutti i lavori di prevenzione al dissesto idrogeologico come la semina delle piante, la posa di alberi e le eventuali potature, bloccare questo servizio è davvero assurdo”. Della questione a breve sarà investito il Prefetto a cui si chiede un intervento urgente e un sollecito presso l’azienda forestale per risolvere una questione che, se confermata in questi termini, avrebbe davvero dell’incredibile. I sindacati inoltre lamentano il mancato pagamento delle spettanze di dicembre e gennaio per i lavoratori a tempo indeterminato e per i circa 2000 lavoratori a tempo determinato  pur avendo, per i primi, la disponibilità prevista dall’esercizio provvisorio della Regione. Un comparto, quello dei forestali, che continua a vivere senza una seria programmazione, costantemente in sofferenza e con la paura dei mancati rinnovi. Mai la volontà politica di risolvere definitivamente la questione!