Regione, si all’esercizio provvisorio di bilancio

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La Regione siciliana propone ancora una volta un tentativo di tenere incollati i pezzi di un puzzle sempre più scollato ed approva, con 39 voti a favore e 30 contrari, l’esercizio provvisorio di bilancio. Si va avanti dunque a strattoni. L’esercizio provvisorio consentirà la sopravvivenza minima fino al 30 Aprile, coprendo la spesa per alcuni capitoli in attesa di una legge di stabilità a chiusura dell’esercizio. Una norma che sta in piedi sul sottile filo dell’equilibrio, tant’è che l’assessore Baccei, giunto da Roma proprio nel disperato tentativo di far quadrare i conti siciliani, ha previsto la riduzione delle previsioni di entrata di circa un miliardo di euro, azzerando i fondi di riserva e riducendo il fondo per i residui attivi. Ciò che l’esercizio provvisorio consente, come detto fino ad Aprile, è la  proroga dei contratti dei lavoratori precari, tra cui i 20mila in servizi negli enti locali. Ok alla proroga anche per i lavoratori dei comuni in dissesto e pre-dissesto.  A garantirla la copertura che la Regione si aspetta dal riconoscimento da parte dello Stato di 1,7 miliardi per  ritenute sui redditi delle persone fisiche che hanno residenza fiscale in Sicilia ma la cui gestione avviene fuori dall’isola. Nel bilancio provvisorio, approvato ieri l’Assemblea regionale, ha previsto un accantonamento negativo pari alla cifra stimata per il 2015. Per liberare quei soldi servirà l’ok del governo Renzi che dovrebbe riconoscere alla Sicilia il diritto di incassare le somme derivanti dalle imposte sugli stipendi dei dipendenti pubblici che prestano servizio in Sicilia, ma che oggi vengono riscosse a Roma. Se da Roma non giungesse il via libera, nonostante le rassicurazioni dello stesso assessore Baccesi, che ha parlato di contenzioso aperto e segnale forte verso il governo centrale, tanti lavoratori, dai Comuni agli enti regionali, rischieranno seriamente di trovarsi senza una busta paga. L’esercizio provvisorio di bilancio, ha consentito, infine, il via libera per l’accesso ai fondi Irfis per teatri, enti e fondazioni culturali. Tra questi a beneficiarne sarà anche la Fondazione Piccolo di Capo d’Orlando.