Caso Romagnoli, una interrogazione parlamentare apre lo scontro col Montenegro

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La vicenda di Massimo Romagnoli, l’ex deputato di Forza Italia, arrestato lo scorso 16 dicembre in Montenegro con l’accusa di aver fornito armi alle Forze armate rivoluzionarie colombiane per compiere attentati contro militari americani, viene costantemente seguita dalle autorità diplomatiche italiane. Il senatore Aldo Di Biagio, ha presentato un’interrogazione ai ministri della Giustizia, dell’Interno e degli Affari Esteri in cui ripercorre la vicenda che ha portato all’arresto di Romagnoli
Per il senatore, “su tutta la vicenda sembrerebbero intersecarsi profili di gravità e profili di paradossale ingenuità” e per questo “è opportuno fare la massima chiarezza, proprio per la rilevanza delle accuse, ma nel massimo rispetto di quelle garanzie, che nel nostro paese rivestono rilievi costituzionali”. Il senatore di Area Popolare chiede se il giorno dell’arresto in Montenegro  fosse stato già inoltrato l’ordine di arresto internazionale via Interpol alle autorità di polizia italiane e, in tal caso, come mai Romagnoli non sia stato fermato dalla Polizia italiana all’aeroporto di Fiumicino. Infine si chiede se non si reputi opportuno adottare iniziative diplomatiche per richiedere al Montenegro la piena osservanza della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e se  risponda al vero la notizia relativa al lungo interrogatorio subito da Romagnoli in assenza del difensore.