Rocca di Capri Leone, angosciante attesa

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E’ una attesa carica di angoscia quella che continua a consumarsi tra i familiari dell’autotrasportatore Giuseppe Mancuso, 57 anni di Rocca di Capri Leone che si trovava tra gli imbarcati sulla Norman Atlantic e del quale non si hanno più notizie dalla mattina di domenica.
L’ultima telefonata ricevuta dai familiari del camionista risale proprio all’alba del giorno in cui si verificò il naufragio, quando l’uomo ha comunicato ai propri cari dell’incendio sviluppatosi a bordo invitandoli però a non preoccuparsi perché la situazione era sotto controllo. Poi solo silenzio ed un telefonino irraggiungibile per chi prova a chiamare l’uomo.
Le ultime parole al telefono sono state rassicuranti, ma soprattutto ha annunciato alla moglie di stare per salire a bordo di una delle scialuppe di salvataggio per mettersi al sicuro.
Tutto quello che è avvenuto dopo è però avvolto nel mistero. Da quel momento, infatti nessuno ha suo notizie e la Farnesina non va oltre notizie che vengono poi smentite dai fatti. Ieri si era parlato di recupero avvenuto per tutti i 44 italiani mentre stamani due camionisti campani sono stati riconosciuti tra le vittime.
Per il resto di parla di 38 dispersi ma ai familiari di Mancuso viene detto che l’uomo potrebbe anche trovarsi a bordo di una nave di soccorso. Una improvvisazione disarmante che cozza con la legittima necessità dei familiari di aver certezze sul loro congiunto. Certo è che col passare delle ore lo  sconforto comincia a prendere il sopravvento.
Anche il sindaco Bernardette Grasso si è immediatamente attivato per avere novità ma il ministero della marina non è andato oltre la conferma della presenza dell’uomo nella lista degli imbarcati.
Il camionista, aveva effettuato consegne in Grecia sabato, e si era imbarcato a Patrasso in orario.  Pare che volesse salire a bordo del traghetto successivo per evitare la note in viaggio, poi, però ha deciso di partire lo stesso
Un viaggio come tanti per chi aveva tante ore sul camion e lunghi tragitti alle spalle. A Rocca, adesso, si spera e si prega