Estorsioni e droga, tre arresti ad Alicudi

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I Carabinieri di Filicudi hanno disarticolato una banda di giovani isolani operante su Alicudi, che negli scorsi anni avevano creato un clima di intimidazione sulla piccola isola delle Eolie. I Carabinieri hanno eseguito 3 ordinanze di custodia cautelare emesse dal tribunale del riesame di Messina a seguito di un provvedimento della Corte di Cassazione. Sono stati arrestati Alessandro Virgona, 23 anni, Matteo Taranto, 27 anni, e Maurizio Virgona 23 anni, quest’ultimo sottoposto al divieto di dimora in tutte le Isole Eolie. Secondo le indagini, effettuate dai carabinieri, a guidare questi giovani eoliani c’era il 41enne Salvatore Taranto (chiamato “Spirito”),  già arrestato dai Carabinieri di Filicudi lo scorso ottobre e attualmente ancora agli arresti domiciliari. I membri di questo gruppo, in concorso tra loro, nel periodo gennaio – marzo 2013 si  erano resi responsabili di ripetute estorsioni ai danni di due imprenditori edili operanti su Alicudi, attraverso danneggiamenti e minacce finalizzate a ottenere delle assunzioni pilotate e in un caso a far cedere la titolarità dell’impresa ad una terza persona. In particolare, in un cantiere che si occupava del rifacimento e la cementificazione di una strada ad Alicudi e in un altro che si occupava della ristrutturazione della locale centrale ENEL, commettevano diversi danneggiamenti con chiare finalità intimidatorie e ritorsive. Per esempio lanciando grossi sassi sulla colata fresca di cemento della strada, che si danneggiava irreversibilmente oppure scaraventando in un precipizio un’impastatrice ruotata (betoniera) che si trovava in un cantiere. Questi gravi episodi, che all’epoca dei fatti provocarono grande allarme nella piccola comunità isolana, venivano sempre anticipati o seguiti da precise richieste estorsive. Il gruppo pretendeva dalle ditte edili operanti su Alicudi, in alcuni casi, che chiudessero battenti cedendo i loro clienti a ditte “amiche”, in altri casi, che utilizzassero i loro mezzi per il trasporto del materiali, addirittura imponendo l’uso esclusivo dei loro muli, mezzo di trasporto, che come è noto, viene ancora largamente utilizzato sulla piccola isola. Ovviamente questi lavori, che il gruppo voleva indebitamente acquisire, sarebbero stati effettuati “totalmente in nero” e a un prezzo molto più alto. In una circostanza, i malintenzionati, con modalità simili a quelle della criminalità organizzata, pretendevano che una ditta edile rinunciasse ai lavori per poi eseguirli come “ditta dipendente” del gruppo, a nero e per loro conto. Oltre a “controllare” di fatto il business dell’edilizia sulla piccola isola, il gruppo gestiva anche una rete di coltivazione e spaccio di sostanza stupefacente. In particolare Virgona Alessandro e Taranto Salvatore gestivano sull’isola una coltivazione di piante di cannabis indica dalla quale ricavavano la Marijuana che poi sarebbe stata spacciata in tutto l’arcipelago. Nel giugno 2012 i Carabinieri di Filicudi, in una zona particolarmente impervia di Alicudi, raggiungibile solo dopo ore di cammino a piedi, rinvennero una vera e propria piantagione di cannabis indica con tanto di impianto di irrigazione. All’epoca le piante furono sequestrate ma inizialmente a carico di ignoti. Successivi e approfonditi accertamenti hanno permesso ai Carabinieri di dimostrare che la coltivazione di tale stupefacente era riconducibile Virgona Alessandro e Taranto Salvatore.