Lavori per il porto di Capo d’Orlando, soluzioni condivise con i pescatori

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Proficuo incontro, quello svoltosi in comune tra i quindici pescatori professionali orlandini, il loro rappresentante Pietro Forte (responsabile regionale dell’Anapi) ed il sindaco Enzo Sindoni.
A portare i pescatori in municipio, le preoccupazioni legate all’inizio dei lavori per l’ultimazione del porto orlandino che prenderanno il via lunedì mattina. Entro quella data, infatti, il sindaco e il comandante dell’ufficio locale marittimo della Guardia Costiera Giuseppe Biondo, hanno disposto, attraverso  un avviso di sgombero, la rimozione di ogni barca dall’area demaniale marittima. Una ordinanza diramata sette giorni fa e che prevede la totale rimozione di barche e attrezzi di proprietà mentre da lunedì sarà il Comune a provvedere alla rimozione d’ufficio, con aggravio di spese e ulteriore deferimento alla competente autorità giudiziaria.
I pescatori, che naturalmente non si oppongono ad un passaggio decisivo per il futuro della città come l’ultimazione del porto, hanno però chiesto all’amministrazione un aiuto a trovare soluzioni che possano consentire di ormeggiare le loro imbarcazioni senza doversi recare al porto di Sant’Agata Militello, con spese e disagi difficili da affrontare per una categoria che già sconto il prezzo di una crisi profonda.
“Abbiamo chiesto al sindaco di venirci incontro per sopravvivere- spiega Piero Forte- ed abbiamo comunque riscontrato la massima disponibilità verso le richieste che abbiamo avanzato”.
La soluzione trovata è quella di portare le imbarcazioni (tutte di stazza media e piccola) nella zona di San Gregorio dove rimarranno sino a quando non si chiuderà la prima fase dei lavori nell’area portuale e quindi non disturbare l’attività di cantiere.
“Si prevede a pieno regime dei lavori nel porto- spiega il sindaco Enzo Sindoni- che nell’area transiteranno almeno 400 mezzi al giorno, quindi è impensabile che si svolga ancora al suo interno l’attività dei pescatori. Che i lavori nel porto vadano avanti rapidamente, del resto, conviene a tutti, anche alle nostre attività pescherecce che poi avranno una propria banchina all’interno della struttura”.
Da lunedì, quindi, si fa sul serio e si potrà iniziare ad operare ad operare con gli interventi che complessivamente saranno per circa 48 milioni di cui 20 finanziati da Stato ed Unione Europea. Rispettando le scadenze, tra un paio d’anni Capo d’Orlando metterà a disposizione 560 posti barca che, con le tante opere a terra, deve far da volano allo sviluppo di un comprensorio più vasto che intorno al porto può programmare parte del suo rilancio.