Truffe agricole, Armeli si assume responsabilità

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Si sono chiusi ieri mattina gli interrogatori delle cinque persone raggiunte da provvedimenti cautelari nell’ambito dell’inchiesta sulle truffe agricole ai danni dell’Agea.
Le principali novità sono arrivate però mercoledì pomeriggio, quando davanti al Gip Ines Rigoli, sono comparsi il veterinario Sebastiano Armeli, consigliere comunale di Tortorici, e la cognata Antonia Strangio, amministratore del Centro di Assistenza Agricola intorno al quale ruota la truffa. Si tratta delle due persone finite ai domiciliari. Inoltre è stata sentita anche la moglie di Armeli, l’avvocato Maria Natalina Strangio, raggiunta da obbligo di dimora.
Mentre le due donne hanno affermato di non essere a conoscenza dei reati contestati, Sebastiano Armeli, alla presenza del proprio legale Carmelo Occhiuto, avrebbe fatto ammissioni su alcune irregolarità delle quali si è però assunto la paternità affermando che gli altri indagati non erano coinvolti.
Questa mattina, invece, sono stati sentiti Giuseppe Armeli e l’ex segretaria Mariella Marino Gammazza.
Gli avvocati impegnati nelle difese, Rosalba Casella, Maria Americanelli, Teresa Strangio e Carmelo Occhiuto, stanno quindi valutando le istanze da presentare per i propri assistiti, alla luce di questa prima tornata di interrogatori.
Intanto dagli atti emergono decine di telefonate (tutte intercettate da Finanza e Carabinieri) nelle quali funzionari di Aziende Foreste, patronati, o altri centri di assistenza agricola, chiamano a Tortorici per segnalare quelli che giudicano “errori materiali”, cioè l’iscrizione di terreni di altri proprietari, nelle domande presentate per accedere ai contributi dell’Agea. Dagli uffici di via Garibaldi, sede del centro assistenza il cui immobile è finito sotto sequestro, ogni volta si risponde che si tratta di “disattenzione” e che si provvederà a correggere.
Inoltre, emerge con chiarezza come Sebastiano Armeli fosse pienamente a conoscenza della denuncia presentata dal sindaco Rizzo Nervo.
In una intercettazione del 19 dicembre del 2011, conversando con due assistiti che hanno presentato richieste, ci scherza su chiedendo che sigarette fumino, in modo da mandarne loro 4 pacchetti se verranno arrestati.