Ficarra, il Tar “restituisce” finanziamento di 850mila euro

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Illegittimo il provvedimento di revoca del finanziamento di 850 mila euro al comune di Ficarra sull’intervento di ospitalità diffusa-paese Nebrodi. Corretta, di contro, la documentazione prodotta dall’amministrazione Ridolfo, in relazione al progetto definitivo. Così ha deciso la quarta sezione del Tar di Catania, che ha accolto il ricorso del comune montano, rappresentato dall’avvocato Antonino Artale. E’ stata riconosciuta in pieno la tesi del sindaco Basilio Ridolfo, il quale aveva fatto di più, consegnando alla Regione anche il progetto esecutivo, in modo che si accelerasse la procedura di gara. Ma seguiamo l’evolversi dei fatti. Il comune di Ficarra ha chiesto un finanziamento pubblico nell’ambito del P.O. FERS Sicilia 2007/2013 in relazione ad interventi integrali di riqualificazione di contesti architettonici e urbanistici di pregio storico in aree marginali. Di fatto il progetto si riferisce all’acquisizione di due immobili vicini al comune per trasformarli nella hall cioè il centro operativo dell’albergo diffuso. Viene presentato il progetto definitivo, ma secondo la Regione, è carente ed il relativo finanziamento viene ritirato. Inizia il via vai di concertazione con uffici regionali dell’assessorato ai beni culturali; non sortisce alcun effetto, nonostante il sindaco Ridolfo vada oltre, consegnando addirittura anche il progetto esecutivo, per accelelerare l’iter. Si avvia il procedimento al Tar che accoglie la sospensiva. Ieri c’è stata la sentenza di merito, che ha confermato le ragioni del comune montano, annullando il provvedimento regionale. Tradotto in termini pratici: il comune di Ficarra, non certo per colpa sua, ha perso due anni. Il sindaco Ridolfo, a questo punto, cercherà di stringere i tempi: notificherà la sentenza all’assessorato e lo diffiderà, in modo che, a stretto giro, potrà essere bandita la gara. Una corsa contro il tempo che Ficarra non può assolutamente perdere, perché, collegato a questo intervento progetto ve ne cono altri due, per gli arredi del centro operativo e per l’arte contemporanea. Di questi tempi, ma a prescindere da questi tempi, perdere queste straordinarie occasioni, sarebbe veramente clamoroso.

di Massimo Natoli