Consorzio Tindari Nebrodi, ultimatum dei lavoratori

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Vantano numerose mensilità arretrate e non vedono certezze nel futuro, riguardo alle procedure di stabilizzazione dei loro rapporti di lavoro. Sono i lavoratori del Consorzio Intercomunale “Tindari Nebrodi” di Patti, che confermano lo stato d’agitazione. Nel caso dovesse sussistere ancora l’inerzia del consiglio di amministrazione e dell’assemblea dei sindaci del Consorzio, si sono riservati azioni clamorose per denunciare alle istituzioni e all’opinione pubblica la loro precarietà.  Di fatto, in caso di mancato riscontro alle loro richieste, hanno dato i cinque giorni al cda e all’assemblea dei sindaci. E’ emerso tutto questo durante una riunione, che si è svolta alla presenza del legale dei lavoratori, avvocato, Mariella Sciammetta, dei rappresentanti sindacali dell’Ugl, Carmela Ferrarotto, della Uil, Nunzio Scaglione e Nunzio Alioto. I lavoratori hanno preso atto che, a tutt’oggi, nonostante ripetuti solleciti e rassicurazioni verbali, il Consorzio non ha provveduto a corrispondere le spettanze arretrate – oltre dieci, salvo qualche piccolo acconto – dell’anno in corso. Nel contempo, nonostante gli impegni assunti, non si è proceduto a tutt’oggi all’adozione degli atti propedeutici alla stabilizzazione e del piano triennale del fabbisogno delle risorse umane. Oltretutto, c’è il serio rischio che, ormai prossima la scadenza dei contratti a termine, dall’1 gennaio 2015, possano perdere il loro posto di lavoro. Con questi presupposti, i lavoratori hanno diffidato il Consorzio ad adottare tutti gli atti necessari, relativi al pagamento delle spettanze arretrate e alla stabilizzazione dei loro rapporti di lavoro. Di seguito hanno chiesto che il presidente dell’assemblea dei sindaci del Consorzio di convocare convochi con urgenza l’organo collegiale, per adottare i provvedimenti di competenza.

di Benedetto Orti Tullo