Peppone e Don Camillo a San Marco d’Alunzio

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San Marco d’Alunzio, centro della cultura dei Nebrodi e non solo, autentica perla di fascino, storia e tradizioni, ma anche, ultimamente, teatro di un’aspra battaglia. A contrapporsi il Parroco di San Marco d’Alunzio, Padre Salvatore Miracola, e l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Amedeo Arcodia. Sul piatto della contesa, proprio da alcuni di quei beni che fanno parte dell’immenso patrimonio storico aluntino: la chiesa del Santissimo Salvatore, adiacente al Monastero Benedettino della Badia Grande, quella di San Teodoro, del monastero di Badia Piccola e la Chiesa della Madonna delle Grazie, un tempo annessa al convento di Padri Agostiniani. Quelle Chiese rientrano nel Fondo Edifici di Culto, istituito dal Ministero dell’Interno e gestite, dai Patti Lateranensi in avanti, dall’amministrazione pubblica, per la custodia, la valorizzazione e la fruizione turistica, fermo restando la possibilità per la Curia di esercitare le attività di culto. Negli anni i rapporti tra la Parrocchia ed il Comune sono sempre stati ottimi, tant’è che sussiste una convenzione per cui l’amministrazione, oltre al contributo per le spese, ha distaccato tre dipendenti per l’espletamento delle varie attività. Qualcosa però si è incrinata nel 2011 quando un improvviso sopralluogo di un funzionario della Prefettura svelò la volontà di un imminente trasferimento della gestione di quei tre edifici storici dal Comune alla Parrocchia. Da quel momento, è scontro aperto tra Padre Miracola e il sindaco Arcodia che, dopo la celebrazione di un consiglio comunale straordinario, scrisse al Prefetto rivendicando cura e valorizzazione eseguite dall’amministrazione ed opponendosi con forza al trasferimento dei beni alla Curia. La scorsa estate si raggiunse l’apice dello scontro. L’ufficio turistico del Comune dovette scusarsi con una comitiva di circa 150 turisti in viaggio organizzato, rimasti fuori dalla porta delle Chiese poiché erano state cambiate senza preavviso le serrature. Il sindaco, dal canto suo, comunicò con una nota ufficiale l’assenza dell’amministrazione alle solenni celebrazioni in onore dei Santi Patroni Marco e Nicola, ed a tutte le altre cerimonie religiose.  Lo scorso 4 novembre, infine, la commemorazione dei caduti è stata celebrata solo dall’amministrazione e dalle scuole, mentre il parroco ha già annunciato di rendere omaggio ai caduti il prossimo 9 novembre. In attesa che finalmente Comune, Curia e Parrocchia riescano a sedersi attorno ad un tavolo in prefettura e dialogare, lo scontro continua.

di Giuseppe Romeo