L’ennesimo ricorso sul Porto di Sant’Agata

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Non finisce mai la vicenda giudiziaria legata al completamento del Porto di Sant’Agata Militello. C’è infatti un nuovo ricorso firmato dall’impresa Bruno Teodoro Costruzioni di Torrenova che si è affidata al legale, con studio a Sant’Agata, Luana Gina Natoli, per  appellarsi al Tribunale civile di Palermo e chiedere l’azzeramento dell’iter amministrativo e giudiziario compiuto fin’ora, a partire dalla delibera di presa d’atto della giunta Mancuso del Dicembre 2012 sul trasferimento del ramo d’azienda tra Sigenco e Cogip. La società Bruno Teodoro Costruzioni, giunta terza in graduatoria nell’appalto aggiudicato nel Novembre 2010, ha quindi chiesto un risarcimento di 4 milioni 800 mila euro, pari al 10% dell’ammontare complessivo dell’appalto. Il Tribunale di Palermo, quinta sezione civile per le imprese, ha già fissato il dibattimento al 30 Maggio 2015. Proprio quando l’infinita querelle sembrava essersi definitivamente risolta, con la pronuncia del Tribunale di Catania lo scorso Agosto sulla legittimità del passaggio del ramo d’azienda alla Cogip, e l’accelerazione amministrativa impressa dal Rup Basilio Ridolfo, nel tentativo di risolvere l’empasse con l’impresa, legata alla fase esecutiva della progettazione, ecco dunque che i tempi per l’avvio del cantiere,  ancora una volta per vie giudiziarie, rischiano di dilatarsi inesorabilmente. L’impresa torrenovese è tornata dunque al contrattacco giudiziario dopo essere stata esclusa per carenza d’interesse processuale già al primo ricorso proposto al Tar nel lontano Gennaio 2011 e giunto a sentenza nel Luglio dello stesso anno, dopo una prima sospensiva accordata dallo stesso Tar, allora contro la Sigenco, ritenuta non impossesso dei requisiti necessari per la gara ed accusata di aver presentato tardivamente parte dei documenti. Respinti in seguito, dal 2012 al 2013, gli interventi “ad adiuvandum” della Bruno Teodoro ai ricorsi proposti dalla seconda classificata, la Condotte d’Acqua di Roma, al Tar ed al Cga, che hanno preso di mira il trasferimento del ramo d’azienda tra Sigenco e Cogip su cui, come detto, si era espresso per ultimo il Tribunale civile di Catania, che aveva tra l’altro condannato alle spese le ditte Bruno Teodoro, Condotte e Ricciardello. Anche questa volta, al Tribunale palermitano, la Bruno Teodoro torna a sostenere l’illiceità di quel trasferimento di ramo d’azienda, in violazione del codice degli appalti, ritenendo allo stesso tempo illegittima la presa d’atto della giunta comunale, chiedendo dunque l’azzeramento dell’intera gara.