Upea voglia di riscatto

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Con la gara d’esordio ancora negli occhi, è la voglia di riscatto a farla da padrona nelle parole di coach Griccioli e Dominique Archie nella conferenza stampa pre Bologna-Orlandina. «Dal giorno dopo il match con Pistoia ci siamo concentrati solo sulla prossima gara con la Virtus – dichiara l’allenatore dell’Orlandina – la squadra ha capito che domenica dobbiamo necessariamente migliorare alcune cose e andare lì per fare bene. Non sarà facile però perché Bologna è una squadra molto atletica con tanti buoni giocatori. Starà a noi fare una partita attenta ed essere sempre sul pezzo per far in modo che non loro non si accendano e scatenino il loro gioco in transizione, sono bravi a sfruttare i contropiedi e non dovremo concedergliene. Se Bologna è una nostra diretta concorrente? Beh sono convinto che é ancora presto per dare delle fasce di appartenenza alle squadre – continua Griccioli – Tolta qualche eccezione, come quelle società che hanno investito di più, per tutte le altre compagini, la nostra compresa, non è possibile già adesso definire obiettivi precisi. Noi ovviamente ragioniamo per gradi e sappiamo che vincere a Bologna sarebbe importante. La Serie A è un campionato molto competitivo e impegnativo, domina l’atletismo, noi abbiamo dalla nostra anche tanta esperienza e un buon tasso tecnico. In ogni caso non sono gli avversari a preoccuparmi, la mia attenzione è sempre rivolta ai miei ragazzi. La nostra forza deve essere quella di gestire i momenti difficili e le avversità con lucidità e senza patemi – conclude il coach senese – una cosa che ho sempre apprezzato di Capo d’Orlando è la grande serenità con cui si vivono le varie situazioni che si creano durante l’anno. Bisogna fare in modo che tutti i nostri ragazzi vivano con tranquillità anche i momenti di difficoltà».

Uno di quelli che gestisce meglio le circostanze di campo restando sempre concentrato sulla pallacanestro e sulla gara è Dominique Archie, il migliore dell’Upea per gli addetti ai lavori alla prima in Serie A. «Il basketball è basketball ovunque – commenta l’ala americana – non importa in che nazione sei e contro chi giochi, devi fare andare la palla nel canestro. Sicuramente la serie A è molto più competitiva rispetto la A2 o al campionato rumeno, ma il nostro compito è sempre quello di fare canestro. Domenica è andata male – continua Archie – mi fa piacere che la mia prestazione sia piaciuta alla stampa, ma questo conta e non conta. L’importante è che ognuno di noi dia tutto in campo, alla fine i risultati ne sono una conseguenza. Io e i miei compagni pensiamo solo a fare bene per la squadra, è questa la cosa più importante».