Incidente mortale a Capo d’Orlando, assolto un automobilista di Brolo

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Si è chiuso con l’assoluzione con formula piena il processo con rito abbreviato nei confronti del brolese Giuseppe Graziano, accusato di omicidio colposo e lesioni colpose nell’incidente che stradale che, nel Febbraio 2012, costò la vita a Jessica Campanino, 23 anni, di Terme Vigliatore. Incidente avvenuto sulla Statale 113 all’altezza di contrada Scafa, nel comune di Capo d’Orlando
Il pubblico ministero Francesca Bonanzinga aveva chiesto la condanna a 5 anni a mezzo per l’uomo ma alla fine hanno prevalso le tesi difensive degli avvocati Decimo Lo Presti e Antonino Muscarà che, alla luce di alcune perizie presentate, avevano richiesto l’assoluzione per l’imputato. Il giudice per l’abbreviato, Ines Rigoli, ha dunque assolto Graziano con formula piena.
Nei mesi scorsi, sempre in merito al drammatico incidente che costò la vita alla ragazza di Terme Vigliatore, il tribunale di Patti aveva accordato il patteggiamento per Jessica Lazzaro, difesa dall’avvocato Giacomo Portale, ad un anno di reclusione, pena sospesa,  senza le attenuanti generiche, ed il patteggiamento a 10 mesi per Francesca Lazzaro e Calogero Barone, difesi dall’avvocato, Antonino Muscarà.  I tre viaggiavano a bordo di un’Alfa Romeo 156, condotta da Giuseppe Graziano, scontratasi contro la Smart nella quale si trovavano la giovane vittima di Terme Vigliatore ed un’amica 25enne, Melania Cristina Salamone.  I tre giovani che hanno scelto il patteggiamento erano accusati di autocalunnia e concorso in autocalunnia. Jessica Lazzaro, infatti,  aveva dichiarato in un primo momento ai Carabinieri, giunti sul posto dopo l’incidente, di trovarsi lei al volante dell’Alfa al momento dello scontro. Tesi confermata da Calogero Barone e Francesca Lazzaro. Nel corso delle successive indagini e da altre testimonianze, però, è emerso che avrebbe potuto essere invece Giuseppe Graziano alla guida dell’Alfa Romeo.
Agli atti dell’inchiesta furono quindi depositate anche due perizie, nettamente contrapposte, su chi provocò l’impatto invadendo la corsia opposta e viaggiando ad una velocità superiore al consentito. Le parti civili erano rappresentate dall’avvocato Tommaso Calderone.