Non ci sono più ostacoli. I lavori del porto di Capo d’Orlando possono inziare

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Ormai non è più tempo per scadenze. Ogni giorno che trascorrerà senza ruspe nell’area del porto, sarà un giorno di ritardo.
Da venerdì scorso (ma l’ufficializzazione è arrivata solo oggi) la Corte dei Conti ha registrato i due finanziamenti da 20 milioni di euro che serviranno a completare il porto di contrada Bagnoli.
Era l’ultimo passaggio che serviva ad impiantare il cantiere e iniziare con le opere in acqua. Allungamento dei due moli e dragaggio dello specchio portuale sarà infatti la prima fase dell’intervento che dovrà procedere con una certa speditezza per la creazione di 560 posti barca.
Entro novembre del 2015, infatti, bisognerà rendicontare 13 milioni di spesa che il comune potrà pagare all’impresa con i fondi già accantonati alla Regione.
Da spendere, quindi, ci saranno i 7 milioni sino ad oggi vincolati presso il Ministero dell’Economia, i 12 milioni di fondi Jessica (concessi dall’unione europea tramite banche a tasso 0) e infine i 16 milioni della parte privata che le aziende che hanno costituito l’Ati hanno depositato con garanzie reali presso la Banca Intesa che sostanzialmente sarà colei che guida l’operazione.
Entro tre anni tutti i soldi dovranno essere spesi ed i lavori ultimati con le opere a terra che daranno servizi  a chi attraccherà nel porto.