Ricorsi inammissibili sul porto. I dettagli

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E’ inammissibile il ricorso presentato dalla Società Italiane Condotte d’Acqua di Roma, così come inammissibili sono quelli proposti dalle imprese Bruno Teodoro Costruzioni e Ricciardello Costruzioni, riguardo l’assegnazione dell’appalto per il completamento del Porto di Sant’Agata Militello. Lo ha sentenziato il giudice del tribunale civile di Catania, Massimo Pulvirenti, che, il 13 Agosto scorso si è pronunciato con le motivazioni rese note ieri. La Società Italiana Condotte d’Acqua, già respinta nei ricorsi al Tar ed al Cga, si era appellata al giudice ordinario per la sospensione del trasferimento del contratto d’appalto tra la SiGenCo, vincitrice della gara nel 2010, e la Cogip, a seguito della cessione ramo d’azienda tra le due imprese. Di quella cessione la giunta comunale Mancuso prese atto con delibera del Dicembre 2012 e conseguentemente, nel Marzo 2013, procedete con la firma del contratto. Per le ricorrenti la cessione di quel contratto sarebbe stata illegittima, da qui la presentazione dei ricorsi prima ai tribunali amministrativi, poi a quello civile di Catania. Il giudice Pulvirenti ha però rilevato la mancanza, in capo alla ditta ricorrente, di un concreto interesse ad agire e nel contempo l’insussistenza di alcuni presupposti di fatto che non sono stati né allegati e provati né verificati, che legittimerebbero l’esistenza di quell’interesse che la ditta stessa chiede di tutelare. Per questo il ricorso è stato ritenuto inammissibile e la Condotte d’Acqua condannata, oltre al pagamento delle spese processuali, al risarcimento di 3500 euro nei confronti della curatela fallimentare di Sigenco e della Cogip e di 2900 euro verso il comune di Sant’Agata, costituito in giudizio. Stessa sorte per le altre due ricorrenti, Bruno Teodoro e Ricciardello Costruzioni, quest’ultima inseritasi successivamente per il riconoscimento del diritto a subentrare negli effetti del fallimento della Sigenco avendo già rilevato un ramo d’azienda riferito ai lavori di Malfa, nelle Eolie. In capo alle due società non sono stati riscontrati motivi ammissibili nel procedimento cautelare, dichiarando inammissibili i ricorsi e condannando allo stesso modo al pagamento delle spese ed alla liquidazione nei confronti di Sigenco e Cogip di 3500 euro e del Comune di 2900 euro.  Il pronunciamento potrebbe definitivamente appianare la questione almeno dal punto di vista giudiziario. Per l’avvio dei lavori al Porto santagatese rimane dunque aperto solo il fronte burocratico amministrativo. Lo scorso 10 Settembre a Palermo i rappresentanti dell’amministrazione santagatese ed il Rup Basilio Ridolfo hanno avuto un confronto con i funzionari del dipartimento tecnico dell’assessorato regionale alle infrastrutture. In quella sede è stata chiesta al Comune una ricognizione della documentazione, carente nell’ultimo anno, per sciogliere i nodi legati alla fase esecutiva della progettazione proposta da Cogip e dunque poter giungere ad un definitivo sblocco dell’importante opera portuale