Mutui fantasma, Arasi racconta la sua verità

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“Ha fornito chiarimenti alla Procura”. L’avvocato Enrico Trantino non dice altro rispetto all’attesissimo interrogatorio che si è svolto al carcere di Gazzi e che ha messo di fronte l’ex capo dell’area economico-finanziaria del comune, Carmelo Arasi, ed il procuratore di Patti, Rosa Raffa. Alla presenza di un ispettore della Polizia Giudiziaria, Carmelo Arasi ha aggiunto molti 
elementi rispetto al primo interrogatorio reso dopo l’arresto per i “mutui fantasma” al comune di Brolo. In quella occasione raccontò che i soldi arrivati dalla Cassa Depositi e Prestiti per opere mai realizzate, erano utilizzati per pagare fornitori e spesa corrente. Un sotterfugio esclusivamente nell’interesse del comune di Brolo e per evitare che l’Ente finisse in dissesto finanziario.
Ma l’ex funzionario del comune, accusato dagli inquirenti di aver distratto somme per circa 714.000 euro, ha evidentemente deciso di cambiare le proprie strategie. L’unico ad essere finito in carcere, l’unico ad essere indicato come il vero responsabile dello scandalo. Probabilmente per questo ha chiesto ed ottenuto di aggiungere altro. L’avvocato Carmelo Occhiuto che lo ha difeso già a partire dallo scorso dicembre, quando partirono i primi avvisi di garanzia, è stato sostituito dal  penalista catanese che oggi gli è stato a fianco. Dalle pochissime notizie trapelate si sa che il ragioniere ha parlato per oltre tre ore. Quindi si può solo dedurre che il suo interrogatorio abbia veramente riguardato tanti aspetti della vicenda ancora da chiarire. Impossibile, naturalmente, stabilire se abbia confessato alcune responsabilità o abbia chiamato in causa altre persone. Si scoprirà nei prossimi mesi quando tutti gli elementi trapelati tra gli arresti del 18 agosto ed oggi potrebbero dare spunto a nuove ipotesi investigative.
L’impressione è infatti che il caso Brolo non sia stato ancora raccontato del tutto.