Brolo, i conti che non tornano

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Sono sempre i conti ad agitare le acque, già burrascose, della politica brolese. Nell’ultimo consiglio comunale, la minoranza è tornata all’attacco presentando una mozione per impegnare l’amministrazione a richiedere, entro il 15 settembre, le  anticipazioni destinate al pagamento dei debiti maturati fino a dicembre 2013. Denaro – afferma il gruppo di minoranza – che sarebbe servito ad alleviare le sofferenze economiche di imprese ed artigiani che attendono il pagamento di prestazioni e di servizi forniti al Comune di Brolo. L’amministrazione Ricciardello, però, si è attenuta a quanto affermato in aula dal nuovo revisore dei conti Piero Ferrante, secondo cui l’incertezza sui debiti rende impossibile quantificare l’importo da chiedere per il pagamento delle fatture.
Una scelta, quella di non aderire ai benefici del decreto 66, che secondo l’opposizione, è scellerata e che rientrerebbe nel disegno che porta dritto il Comune alla dichiarazione di dissesto. Una scelta, scrivono i consiglieri del gruppo Per Brolo, che subiranno i creditori e tutti i cittadini brolesi che dovranno sostenere per anni l’aumento al massimo delle tasse comunali e dei costi di tutti i servizi.
L’opposizione attacca sull’estate definita “disastrosa e dai costi enormi”, sulla decisione di aumentare l’anticipazione di cassa a tremilionisettecentocinquantamila euro con altissimi interessi bancari, sulla tariffazione dell’acqua e sulla gestione della raccolta rifiuti.
Il dissesto del Paese è il fallimento della nuova Amministrazione – conclude la minoranza – il risultato di un modo di operare inconcludente e dannoso che finirà per mettere in ginocchio l’intera cittadinanza. Ma per il sindaco Irene Ricciardello “nessuna scelta è stata fatta sul dissesto. Tra l’alto, ci sono insediati al comuni i commissari ad acta inviati dalla Regione che stanno lavorando sui conti. Ci rimetteremo alle loro decisioni”