Sbarco migranti, arrestati tre scafisti a Messina

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Le migliorate condizioni meteo marine hanno riaperto le nostre coste al drammatico sbarco di migranti che su barconi raggiungo la Sicilia. Solo nel fine settimana sono stati soccorsi nello stretto di Messina dalle navi della Marina Militare 1656 migranti. La fregata Euro ieri a Reggio Calabria ha sbarcato 616 migranti recuperati sabato; tra loro anche la bimba nata a bordo subito dopo il soccorso della mamma. Sempre ieri le indagini immediate della Squadra Mobile di Messina hanno portato al fermo di tre presunti scafisti “traghettatori” dalle coste africane di una parte dei 283 migranti messi in salvo dalla nave della Marina Militale italiana “La Chimera” e giunti ieri a Messina presso il molo Marconi. Si tratta di un eritreo di 25 anni e di due senegalesi di 22 e 25 anni. Nascosti tra le decine di profughi di nazionalità etiope, eritrea e senegalese, i tre presunti scafisti sono stati individuati grazie a numerose testimonianze e riscontri oggettivi che hanno portato al fermo per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Su un gommone di colore nero in pessime condizioni, rattoppato qua e là, 92 dei 283 migranti giunti ieri mattina a Messina hanno lasciato le coste africane e sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia venerdì. Sarebbero stati i profughi stessi, sotto la minaccia delle armi, a mettere in acqua il natante, guardati a vista da un gruppo di uomini che nei giorni precedenti avevano provveduto a trasferirli da un casolare all’altro, spesso senza acqua né viveri, privandoli dei documenti e dei beni personali, fino al momento della partenza definitiva. Tre degli organizzatori del viaggio sarebbero quindi saliti a bordo del gommone. In tanti li hanno riconosciuti come coloro che governavano il gommone e tenevano d’occhio i profughi specie quando la barca ha iniziato ad imbarcare acqua seminando il panico. Su disposizione del Sostituto Procuratore di Messina Diego Capece Minutolo, i tre sono stati rinchiusi a Gazzi.