“Giustizia per Peppe Tuse e le altre vittime di Genova”

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Il secolo XIX l’ha definita la madre che non dimentica. Onnipresente. La signora Adele Chiello, mamma di Giuseppe Tusa, continua a chiedere giustizia per la morte di suo figlio. Una morte improvvisa arrivata la sera del 7 maggio 2013 a seguito dell’impatto della Jolly nero con la Torre Piloti, all’interno della quale il suo Giuseppe, marinaio della Guardia Costiera, si trovava. In tutto furono 9 le vittime. Adele Chiello ha raggiunto il Molo Giano, partendo da Milazzo in piena estate, in un giorno di agosto. Non voleva mancare all’ennesima perizia effettuata a bordo della porta container. Ha spiegato ai giornalisti che non poteva mancare, che lei ci sarà sempre perché deve verificare di persona che tutti facciano il loro dovere fino in fondo. La nave è stata visitata dal perito del Tribunale di Genova che dovrà studiarne tutti i dettagli. C’erano anche i consulenti tecnici nominati dalle parti. Lì, sotto quella nave – raccontano i giornalisti genovesi, evidentemente colpiti da questa tenace figura materna- lei sta da sola, con un gilet catarifrangente e assiste, seppur da lontano, a qualsiasi operazione, filmando e fotografando tutto. Lei, dal canto suo, ha ribadito le sue tesi, sostenendo ancora le sue idee sulla sicurezza di quella Torre. E poi ha assicurato che non mollerà mai, fin quando non sarà fatta giustizia. Perchè – ha precisato ancora una volta- ha solo questo scopo nella vita.