San Fratello, siglato l’accordo

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Si conclude quarantuno anni dopo l’infinita vicenda giudiziaria che ha visto contrapposti per così tanto tempo il comune di San Fratello ed una delle famiglie storiche del centro nebroideo, quella degli eredi dello stimato e compianto giudice Francesco Mancuso. La querelle riguardava l’esproprio, nel 1973, di un terreno in contrada Vallone, di proprietà della famiglia Mancuso, acquisito dall’amministrazione dell’epoca per la costruzione del campo di calcio. Da allora e fino ai giorni scorsi si è protratto il contenzioso cui è stato posto fine con l’apposizione della firma per l’atto di transazione tra l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mario Francesco Fulia ed i rappresentanti della famiglia Mancuso. Le parti hanno sottoscritto un accordo di transazione per 871 mila euro che vanno così ad estinguere ogni rapporto pendente. Dopo decenni di sentenze, ricorsi ed opposizioni, e l’ultima sentenza del 2012 della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso dell’ente, il Comune di San Fratello era stato condannato al risarcimento di  due milioni e mezzo di euro, cifra lorda lievitata negli anni in considerazione di  interessi legali e spese varie tra cui quelle che nel frattempo anche la controparte, la quale si era vista riconoscere dai tribunali un legittimo diritto al risarcimento, ha dovuto sborsare. Il residuo che il Comune avrebbe dovuto ancora versare era dunque di 1 milione 486 mila euro. Negli anni c’erano già stati vari tentativi di raggiungere l’accordo ma le transazioni erano sempre sfumate. Con la sottoscrizione dell’atto, dunque, il Comune si garantirà un risparmio di ben 615 mila euro grazie alla disponibilità della famiglia Mancuso di giungere finalmente alla conclusione della vicenda tacitando allo stesso tempo ogni pretesa riferibile al contenzioso.