Test di Medicina, una sentenza clamorosa

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Si tratta di una sentenza che potrebbe avere effetti clamorosi, non solo ai fini della carriera universitaria di migliaia di studenti italiani ma anche e soprattutto per le casse degli atenei che potrebbero essere costretti a sborsare, a titolo di risarcimenti, una cifra attorno ai 15 milioni di euro. Ad aprire la breccia un pronunciamento del consiglio di stato che ha condannato l’università di Messina al pagamento di 10 mila euro più 5 mila di spese legali nei confronti di due studentesse bocciate al test di ammissione alla facoltà di Medicina, sostenuto nel 2010, disponendo l’ammissione delle due studentesse ai corsi universitari a numero chiuso da cui erano state estromesse. Secondo il dispositivo della sentenza, a causa delle inadempienze riscontrate nell’attività dell’amministrazione riferite alla violazione dell’anonimato, le ricorrenti sono state illegittimamente private della possibilità di iscriversi alla facoltà cui aspiravano, subendo danni, anche economici, determinati dal ritardato ingresso nel mondo del lavoro”. Il nodo cruciale riguarda il mancato rispetto dell’anonimato nello svolgimento del test, visto che, secondo quanto dimostrato ai legali delle due studentesse, i commissari erano a conoscenza della corrispondenza tra codice numerico e nominativo del candidato, circostanza che avrebbe fatto cadere il fondamentale presupposto della imparzialità nella correzione delle prove. Una violazione che è stata denunciata anche nelle ultime prove dell’8 aprile del 2014,  dopo che già era risultata viziata la tornata precedente del Settembre  2013.  Sul caso di Messina, è intervenuto il Rettore dell’ateneo, Pietro Navarra, rimandando le responsabilità al ministero, le cui direttive sono state applicate da tutte le commissioni. E configurando addirittura la stessa università di Messina come parte lesa.  La sentenza, comunque, sta facendo tremare i piani alti del Miur di Viale Trastevere.  Sono circa un migliaio, infatti, i giovani che hanno fatto ricorso contro il test del 2013 e che sono ancora in attesa del verdetto dei magistrati, senza contare le migliaia di studenti in tutta Italia delusi dal test di aprile scorso.