Dissequestrato il depuratore di Oliveri

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Il sostituto procuratore della repubblica di Patti, Rosanna Casabona, ha disposto il dissequestro dell’impianto di depurazione di contrada Fiume di Oliveri. Lo aveva richiesto il 4 maggio scorso l’avvocato, Sebastiano Campanella, incaricato dal sindaco di Oliveri, Michele Pino. “Liberato” l’impianto, si dovrà procedere prima alla catalogazione di quanto si trova all’interno del sito e poi al trasferimento presso siti di stoccaggio. E’ l’epilogo di una vicenda iniziata l’8 aprile, quando, nell’ambito dell’inchiesta del pm Casabona, che coordinò i poliziotti del commissariato di Patti, la delegazione di spiaggia di Patti Marina e la guardia costiera di Milazzo, furono messi i sigilli al depuratore; qui, in un’area di oltre mille metri quadrati, furono rinvenuti fanghi di depurazione, sabbie, materiale inerte, calcinacci, un vecchio autocarro e persino un quantitativo di farmaci depositati in un contenitore. Al momento fu contestato il reato di discarica abusiva di rifiuti speciali a carico dei responsabili dell’ufficio tecnico del comune di Oliveri, che ha in gestione l’impianto. Nel corso del blitz delle forze dell’ordine, è  intervenuto anche personale dell’Arpa di Messina, che ha proceduto al campionamento dei reflui, in ingresso ed uscita dall’impianto di depurazione, dei fanghi contenuti all’interno delle vasche e infine alla caratterizzazione dei rifiuti speciali sequestrati, al fine di verificarne la natura e la pericolosità.