Operazione “Clone”, i dettagli

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E’ scattata all’alba di oggi l’operazione “Clone” che ha portato all’arresto di cinque persone a Messina e provincia, per associazione a delinquere. In carcere sono finiti Salvatore Ferrara, 30anni di Milazzo, e Luca Lo Turco, 21enne, nato in Polonia. Arresti domiciliari, invece, per Silvio Santoro, 68enne di Santa Teresa di Riva, Caterina Bitto, 31enne di Messina ed Angela Augliera, 21enne messinese. I provvedimenti cautelari,  scaturiti nell’ambito di una vasta attività di indagine che vede coinvolte complessivamente quattordici persone, sono stati emessi dal GIP di Messina, Monica Marino, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Federica Rende. Per gli inquirenti si trattava di una vera e propria “società del malaffare”, al cui vertice è stata individuato un altro personaggio di spicco della malavita, attualmente irreperibile, era caratterizzata dalla commissione di una serie di reati di furto, truffa, ricettazione, incendio, riciclaggio, appropriazione indebita, falsità materiale, sostituzione di persona. Le indagini, scattate nel gennaio del 2012, hanno preso piede da singole denunce di furto, spesso di autovetture, e da isolati casi che avevano portato alla denuncia in stato di libertà per ricettazione di alcuni soggetti.  Il lavoro paziente dei poliziotti ha permesso nel tempo di collegare episodi a prima vista estranei tra loro, verificatisi in piccoli centri della provincia messinese e spesso di media rilevanza criminale.  Il settore privilegiato era quello delle automobili. Nel mirino del gruppo c’erano le società di noleggio auto sparse un po’ ovunque tra la costa ionica e tirrenica del messinese. Stipulato il contratto di noleggio,   scattava il raggiro che il più delle volte consisteva nel simulare il furto del veicolo con tanto di denuncia. Preziosa, in tal senso, anche la collaborazione di agenzie di disbrigo pratiche automobilistiche compiacenti per nuove targhe ed immatricolazione. Si passava quindi al restyling dell’auto: eliminazione di qualsiasi logo che potesse ricondurre il mezzo alle società di noleggio, bonifica e sostituzione di parti meccaniche. A quel punto l’auto “clonata” era pronta per essere immessa sul mercato. Un altro sistema era quello di noleggiare l’auto con falsi documenti. A segno anche diversi furti, come quello di una ventina di computer all’interno di un istituto scolastico nel giugno del 2012 ed altri elettrodomestici. Il raggiro dei falsi documenti e di titoli bancari scoperti funzionava bene anche per l’acquisto fraudolento di telefoni cellulari di ultima generazione nonché di gioielli, pagati con assegni privi di copertura e poi rivenduti presso alcuni compro oro.